“Abbiamo chiuso a marzo e ci avete chiesto di riaprire dopo tre mesi rispettando le regole. L’abbiamo fatto. In tantissimi si sono indebitati per mettersi in regola: mascherine, gel, scanner di temperatura, saturimetri, sanificazione dell’aria, test per tutto lo staff, ingressi alternati, tavoli distanziati. Per uscire da questa crisi senza precedenti, abbiamo bisogno di speranza e fiducia. La speranza è quella che ci mantiene in una condizione attiva e propositiva. La fiducia è credere nelle potenzialità personali e degli altri”. A dirlo, in una lettera aperta pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera, è lo chef tre stelle Michelin Massimo Bottura, che lancia un appello al governo dopo le restrizioni imposte dall’ultimo dpcm a bar e ristoranti, suggerendo cinque misure che potrebbero a suo dire “salvare” il mondo della ristorazione italiano.

“Oggi più che mai ci sentiamo soli, si rischia la depressione”, scrive ancora Bottura elencando i seguenti provvedimenti che suggerisce al governo:

1) Della chiusura serale almeno alle 23.
2) Di liquidità in parametro ai fatturati.
3) Della cassa integrazione almeno fino alla stabilizzazione del turismo europeo.
4) Della decontribuzione 2021 visto che per il 2020 abbiamo già adempiuto in pieno.
5) Dell’abbassamento dell’aliquota Iva al 4% per il prossimo anno.

“Io credo che oggi un ristorante, in Italia, valga una bottega rinascimentale: facciamo cultura, siamo ambasciatori dell’agricoltura, siamo il motore del turismo gastronomico, facciamo formazione, ed ora abbiamo dato inizio ad una rivoluzione culinaria ‘umanistica’ che coinvolge il sociale. L’ospitalità e la ristorazione, l’arte e l’architettura, il design e la luce sono gli assi portanti della nostra identità – ha spiegato poi lo chef -. Negli ultimi cinque anni a Modena, grazie ad un micro ristorante come l’Osteria Francescana, sono nati oltre 80 bed &breakfast”.

“Oggi, senza liquidità, perché in tanti continuano a sognare con l’incasso giornaliero, molti non ce la faranno e il paese perderà una delle colonne portanti della sua identità – spiega Bottura -. Abbiamo bisogno della chiusura serale almeno alle 23; di liquidità in parametro ai fatturati; della cassa integrazione almeno fino alla stabilizzazione del turismo europeo; della decontribuzione 2021 visto che per il 2020 abbiamo già adempito in pieno; dell’abbassamento dell’aliquota iva al 4% per il prossimo anno. La politica è fatta di coraggio e di sogni. È simile alla poesia. È fatta di immaginazione e di futuro. La politica deve rendere visibile l’invisibile“.

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