Ebbene sì: anche la stoica Elisabetta II ha avuto quindici anni. E, come tutte le adolescenti, ha avuto una cotta, un amore sospirato e non corrisposto. Lo racconta il libro The Windsor Diaries, uscito a ottobre nel Regno Unito e basato sui diari dell’amica d’infanzia della regina, Alathea Fitzalan Howard, che ha passato nella casa reale gli anni della seconda guerra mondiale.

L’uomo che ha osato dire di no alla futura regina è Hugh FitzRoy, conte di Euston, all’epoca avvenente granatiere ventiduenne. “L’adoro”, avrebbe confidato la quindicenne Elisabetta all’amica. La stessa autrice del diario aveva una cotta per il conte, ma di fronte all’erede al trono pensava di non avere chance: “Sono sicura che Hugh preferisca Lilibeth a me. Non è innamorato di lei, ma le sue attenzioni lo fanno felice”.

L’anno dopo, di fronte a un biglietto di ringraziamento da FitzRoy per gli auguri di Natale, Elisabetta avrebbe sospirato: “È orribile che debba andare all’estero. Forse non lo rivedrò mai più”. Qualche storico reale azzarda che non era solo la giovane Elisabetta a sperare in un’unione, ma anche il re Giorgio VI e la regina, che lo vedevano come un ottimo partito per la figlia maggiore. Il conte, invece, aveva altri piani: nel 1946 sposò Anne Fortune FitzRoy. Ma nel frattempo Elisabetta aveva già conosciuto un certo principe di Grecia e di Danimarca, Filippo, che le avrebbe chiesto la mano l’anno seguente. E il resto è storia.

Per sfuggire ai bombardamenti di Londra, Lady Alathea Fitzalan Howard era scappata nella tenuta di Windsor, dove passò sei anni insieme alla giovane principessa Elisabetta e alla sorella Margaret. Dopo giornate passate a giocare o a cavalcare insieme, Alathea annotava tutto in un diario, che è arrivato nelle mani della nipote, Isabella Naylor-Leyland, che lo ha trasformato in un libro: uno spioncino sulla futura Regina ancora adolescente (e “paffutella”, scriveva Alethea) tra doveri, sogni e primi amori. Secondo i suoi racconti, nelle fantasie della giovane Lilibeth ci sono stati anche con i duchi di Rutlande e Buccleuch, e il capitano scozzese Roderick Cameron Robertson-Macleod: “Questo giovane gigante è attraente in modo devastante – scrive Alathea riportando una confidenza di Elisabetta alla cugina – Ha creato agitazione nel mio cuore”. Ma i rapporti con il conte FitzRoy non finirono lì: la moglie Anne Fortune sarebbe diventata poi una delle dame di compagnia della regina. Che classe, Elisabetta.

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