I suoi passi di danza hanno ispirato i disegnatori Disney per creare personaggi come Biancaneve e la Fata Turchina di Pinocchio: dopo una vita passata in punta di piedi sul palcoscenico, la ballerina e attrice Marge Champion è morta a 101 anni nella sua casa in California, il 21 ottobre.

La notizia della sua scomparsa è stata confermata dal figlio, che ha vissuto insieme a lei negli ultimi sei mesi segnati dalla pandemia e dal lockdown. La sua lunga vita è stata tutta votata alla danza: nata il 2 settembre 1919, inizia a muovere i primi passi nella scuola di danza del padre a Hollywood. Da adolescente, l’allora Marjorie Belcher viene notata dagli studios Disney. Nella fabbrica dei sogni si sta creando il primo lungometraggio, basato su una fiaba dei fratelli Grimm e destinato a diventare il primo classico d’animazione girato completamente a colori: Biancaneve. Per il volto, i disegnatori si ispirano a Betty Boop e Ginger Rogers, ma serve una modella in carne e ossa che garantisca il realismo nei movimenti. Deve essere leggiadra, aggraziata, elegante: una principessa, insomma. Marjorie – piccola, proporzionata, con due enormi occhi scuri – è perfetta. Il personaggio modellato sulla sua figura diventerà il modello per tutte le principesse successive. Tanta era la cura posta da Walt Disney in questo primo progetto che sui disegni venne spolverato un velo di blush, per dare il giusto rossore alle guance.

Marjorie – per tutti Marge – fu così apprezzata da essere richiamata in diverse occasioni: fu la modella della Fata Turchina di Pinocchio (1940), per l’ippopotamo ballerino in Fantasia (1940) e per Mr Stork in Dumbo (1941).

Alla Disney incontrò il primo marito, il disegnatore Art Babbitt. Ma fu il secondo marito, l’amico d’infanzia e collega Gower Champion, che le diede la fama: la coppia di ballerini rivaleggiava con Fred Astaire e Ginge Rogers nei film musicali della Metro-Goldwyn-Mayer, come Show Boat. Nel 1943 Marjorie fece il suo debutto a Broadway, in cui continuò a recitare in alcuni musical fino al 2001. Dagli anni sessanta in poi lavorò anche come coreografa per il cinema e la televisione, vincendo nel 1975 il Premio Emmy per le migliori coreografie per Queen of the Stardust Ballroom. Ma sarà per sempre ricordata per la grazia con cui danzava nelle fiabe, tra gli animali del bosco e i sette nani.

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