Forse è servito il grido d’allarme lanciato ieri dal commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, secondo cui in cassa ci sono solo 260 milioni, soglia sufficiente alle autorità di controllo per chiedere di mettere a terra gli aerei. Fatto sta che il governo emanerà a breve il decreto per costituire la newco che dovrà ereditare parte degli asset della compagnia, a cui ha dedicato 3 miliardi di euro, e nominare il nuovo Cda.

Questa procedura era attesa per giugno, ma è rimasta bloccata per lo scontro in seno ai partiti sui nomi. Quando tutto sembrava chiuso, e con il malumore alle stelle del premier Giuseppe Conte, è arrivato nei giorni scorsi pure il veto di Italia Viva, che ha preteso di indicare anche lei un nome. Risultato: l’imposizione dei renziani ha allargato il cda previsto da 7 a 9 membri.

Gli unici già designati erano l’ad Fabio Lazzerini, manager interno alla compagnia e, per così dire, in quota Pd, e il presidente Francesco Caio, che oggi presiede il cda di Saipem, la controllata di Eni per le infrastrutture petrolifere, indicato dal ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli. La vera sorpresa, come detto, è la new entry in quota Renzi, l’unico nome, per così dire, “politico”: si tratta di Simonetta Giordani, già dirigente Autostrade, già in VeDrò di Enrico Letta, indicata dal governo dell’ex rottamatore nel cda delle Ferrovie e in passato tra i promotori del think tank renziano Volta.

L’altra aggiunta, ma in quota Palazzo Chigi, è Silvio Martuccelli, professore di diritto civile alla Luiss di Roma, l’Università di Confindustria, e partner di rilievo dello Studio Chiomenti, uno dei più importanti studi legali italiani, circostanza che ha sollevato alcuni dubbi nei cacciatori di teste che hanno suggerito di verificare se non ci fossero situazioni di conflitto dovute ai rapporti tra lo studio e società del gruppo Alitalia. Nel curriculum vanta anche un esperienza nel comitato di sorveglianza di Banca Etruria all’epoca del commissariamento.

Patuanelli ha indicato altri due tecnici: una manager del settore, Frances Ouseley, suggerita anche dai cacciatori di teste ministeriali , già direttore per l’Italia di Easy Jet e membro del cda di Sias, società del gruppo Gavio; e Lelio Fornabaio, commercialista con lunga esperienza nei collegi sindacali di decine di grandi società. Della compagine faranno parte anche Cristina Girelli, manager con esperienza in aziende commissariate, a partire dalla stessa Alitalia (da luglio 2017 a febbraio 2020), oggi è in Ilva e Air Italy, il gruppo fallito a febbraio scorso; Angelo Piazza, ex ministro della Funzione pubblica nel governo D’Alema, già magistrato già magistrato del Tar in Lombardia ed Emilia Romagna e Alessandra Fratini, avvocato specializzato in diritto europeo in materia di concorrenza. Inseme al cda, come detto, arriverà anche il decreto di costituzione della newco, ma la partita della nuova Alitalia è tutta in salita, e la nomina del consiglio di amministrazione era perfino l’ostacolo minore.

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