Hanno lanciato contro le forze dell’ordine estintori, reti dei letti, parti di finestre mandate in frantumi. Ma anche pietre, ed altri oggetti di ogni genere, tra cui materassi incendiati, arrivando a ferire tre agenti di polizia della squadra mobile di Palermo. Una rivolta è scoppiata nel centro accoglienza di viale Cannatello al Villaggio Mosè di Agrigento. A prenderne parte circa 65 migranti, per lo più tunisini. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che molti migranti avessero finito il periodo di quarantena, chiedendo per tutta la giornata di martedì di essere trasferiti in altre strutture, fino allo scoppio del caos, avvenuto in serata. Alcuni sono riusciti ad allontanarsi dal centro, dove, con ogni probabilità, erano ancora in quarantena.

“La situazione attuale dovrebbe costringere a rivedere completamente i sistemi di sorveglianza in queste strutture che sono bombe ad orologeria sul piano anzitutto sanitario considerata l’emergenza coronavirus, ma anche sociale e dell’ordine e sicurezza pubblica”, ha detto Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della Polizia di Stato.

Anche il sindaco di Agrigento, dopo la nottata di disordini, è intervenuto sottolineando la necessità di spostare il centro. “Ora basta – ha detto a Radio Cusano Campus il primo cittadini Lillo Firetto – Sono mesi che segnaliamo alla prefettura che il centro di accoglienza si trova in una zona dove non dovrebbe perchè ad alta densità commerciale. Il lancio di oggetti dai balconi è avvenuto altre volte mentre sotto passavano le persone”. “Ora la situazione è rientrata – ha aggiunto – Un centro di questo tipo lì non può stare. Episodi come questo diventano insopportabili”.

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