“Il Movimento 5 stelle non sta rivedendo l’ipotesi del limite del doppio mandato“. Mentre il M5s si prepara ad avviare il percorso degli Stati generali e mentre non mancano discussioni per rivedere alcuni dei principi fondanti del Movimento, il capo politico Vito Crimi ha escluso che verrà toccata la regola che impedisce di ricandidarsi al termine del secondo mandato. “Ritengo il tema assolutamente fuori da ogni discussione”, ha detto intervistato da Maria Latella a SkyTg24. “Il limite dei due mandati in Parlamento e per i consiglieri regionali personalmente dico che è uno dei temi a cui il M5s non può rinunciare. Io sono al secondo e non mi ricandiderei nemmeno se ci fosse dieci mandati, per una questione di principio”. Solo il 28 settembre scorso, Crimi ha incontrato i ministri 5 stelle in un agriturismo fuori Roma e, secondo le indiscrezioni, proprio la regola del doppio mandato è stata oggetto di discussione.

In questi giorni il M5s, dopo la débacle alle elezioni amministrative, è alle prese con il rinnovo della leadership e la prima ipotesi in campo è quella di arrivare a una leadership collegiale. Una delle candidate per far parte di questo nuovo organo era sempre stata la sindaca Chiara Appendino che però si è autosospesa dopo essere stata condannata a 6 mesi per falso ideologico nel caso Ream. “Una condanna abbastanza surreale quella che la vede coinvolta”, ha commentato Crimi sempre a SkyTg24. “Detto questo, Chiara Appendino è una persona splendida, bisognerebbe chiedere a lei se è disponibile, ma è sicuramente una persona capace per come ha dimostrato di saper amministrare la città di Torino”.

Per quanto riguarda il futuro del ruolo di capo politico, Crimi ha commentato: “Non spetta a me deciderlo, sarà la nostra base, l’assemblea degli iscritti a farlo. Quello che percepisco dagli incontri che ho avuto è la voglia che ci sia una collegialità nelle scelte. Una collegialità che possa interpretare gli umori di varie anime e possa trovare una sintesi. E’ il modo ideale di prendere decisioni che siano già in sè una sintesi del M5s”.

Infine, nel merito degli equilibri di governo e di come cambieranno dopo l’election day del 20-21 settembre, il senatore ha escluso che ci sia in vista un rimpasto: “Il governo è solido, prima e dopo le Regionali non è cambiato nulla”, ha detto. E ha escluso che ci sia in ballo l’ingresso di Zingaretti e Di Maio come vicepremier nell’esecutivo: “Di Maio è già al governo. Non c’è nessuna ipotesi di questo tipo, né da parte del segretario Zingaretti è stato mai manifestato questo desiderio. Non è in agenda e non è discusso. Forse ci sono altri che spingono per far fare delle scelte e per mettere zizzania nel governo”.

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