“Adesso, a distanza di anni, molti mi dicono che avevo ragione sul bicameralismo e sulla decontribuzione del lavoro, fui anche tra i primi a sottolineare il tema della scuola e mi presi un sacco di insulti. Però mi sento un po’ come quello che non vince il Festival di Sanremo, ma riceve il premio della critica“. Sono le parole pronunciate a “Non stop news” (Rtl 102.5) dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che aggiunge: “Mi sento, cioè, uno di quelli a cui dicono: ‘Bravo, avevi ragione, avevi detto bene’. Però poi il premio della giuria popolare va agli altri. Allora, siccome noi facciamo politica e non siamo a Sanremo, io voglio prendere i voti. Quindi, io non chiedo alla gente di darmi ragione per due anni, ma di dare il voto domenica prossima a Italia Viva, a questa piccola start-up che stiamo cercando di far crescere”.

Circa un ritorno nel Pd, l’ex segretario dem è netto: “No, io voglio fare una cosa diversa. Nel Pd ci sono tante persone a cui voglio bene. Ma in Liguria va a rimorchio di un giustizialista che viene dal Fatto Quotidiano e che si candida col M5s (Ferruccio Sansa, ndr). E in Puglia vota un populista come Michele Emiliano. Quindi, quella non è casa nostra. Noi eravamo quelli garantisti, non giustizialisti. Noi crediamo nella politica, non nel populismo in cui invece credono Salvini e la Meloni. Perché noi dobbiamo essere le brutte copie del populismo? Italia Viva è il partito di quelli che hanno mandato a casa il Salvini del Papeete, ma che però non vogliono diventare grillini”.

Renzi chiosa: “Abbiamo fatto l’accordo con Grillo… cioè tecnicamente con Conte per mandare a casa Salvini. Con Grillo ho una causa aperta da un milione di euro. Io a differenza del Pd non ritiro nessuna querela. Conte, secondo me, su alcune cose ha fatto bene: ha saputo tranquillizzare gli italiani durante il lockdown, ha fatto bene a lasciare la folle politica estera dei Cinque Stelle. Italia Viva è la casa di chi non vuol stare con Salvini e non vuol stare con Grillo. E pensa che fare politica non sia soltanto mettere un like su facebook, ma studiare“.

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