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Quarantene più brevi, l’Oms: “Consigliamo sempre 14 giorni”. Crisanti: “Una settimana? Misura non sicura al 100%”

La decisione - già adottata in Francia e valutata anche in Italia - è motivata dal fatto che secondo gli ultimi studi dopo una settimana il tasso di "contagiosità diminuisce in modo netto". E, trattandosi di un periodo più breve, le persone sarebbero più propense a rispettarla pienamente
Quarantene più brevi, l’Oms: “Consigliamo sempre 14 giorni”. Crisanti: “Una settimana? Misura non sicura al 100%”
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“Continuiamo a raccomandare una quarantena di 14 giorni per le persone che sono entrate in contatto con casi di Covid-19″. L’Organizzazione mondiale della sanità interviene sulla possibilità di ridurre il periodo di isolamento da 14 a 7 giorni: decisione già adottata in Francia e valutata anche in Italia. Ma l’Oms invita alla prudenza: Cristiana Salvi, programme manager External Relations Health Emergencies and Communicable Diseases della costola europea precisa che questa raccomandazione si basa sui dati disponibili relativi ai periodi di incubazione: la media è di circa 4-5 giorni, con un limite superiore di 14 giorni.

La riduzione della quarantena, ha ieri spiegato il ministro della Salute francese, è motivata dal fatto che dopo una settimana il tasso di “contagiosità diminuisce in modo netto“. E, trattandosi di un periodo più breve, le persone sarebbero più propense a rispettarla pienamente.”Alcuni Paesi stanno valutando la possibilità di ridurre il periodo di quarantena se combinato con i test – spiega – Quando applicano le misure, questi Paesi prendono in considerazione sia i dati scientifici che i fattori sociali. L’esempio francese può essere preso come quello di un Paese che adatta la sua risposta all’accettazione delle misure da parte delle persone, per aumentarne la conformità”. Nonostante da Ginevra si stia seguendo “questa discussione”, la raccomandazione non cambia: 14 giorni in via precauzionale per limitare i contagi da coronavirus. Ieri anche il premier Giuseppe Conte aveva commentato con interesse la decisione francese, definendola “una prospettiva importante“. Per poi aggiungere: “Se dovessimo ridurre la quarantena si ridurrebbe ero anche i costi sociali ed economici”.

Anche Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, precisa che “la maggior parte delle persone si ammala dopo 5/6 giorni dal contatto con la persona infetta, quindi dal punto di vista scientifico ci può stare, ma non è a rischio zero“. Una quarantena ridotta, spiega a 24Mattino su Radio 24 “è una misura non sicura al 100%“.

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