È un programma pieno di nomi noti e intellettuali provenienti dal mondo della cultura quello del Festival della Bellezza di Verona, in programma tra teatro romano e Arena fino al 19 settembre. Alessandro Piperno, Pupi Avati, Alessandro Baricco, Mogol, Massimo Cacciari, e molti altri discuteranno di eros e bellezza nell’evento patrocinato dal Comune di Verona e dalla Regione Veneto. Il problema, subito evidenziato dai commentatori sui social, è che i relatori dei 21 interventi sono tutti uomini, a parte l’attrice Jasmine Trinca. Soprattutto su Twitter, l’hashtag #tuttimaschi è diventato in poco tempo virale, a sottolineare la mancanza di voci femminili nel dibattito. Gli organizzatori però, bersagliati dalle critiche, hanno difeso la loro scelta pur dicendosi “molto dispiaciuti per le polemiche“: “Molte altre figure femminili sono state invitate”, si legge in una nota, “ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l’Arena di Verona“. Come se non bastasse, la notizia è arrivata anche all’autrice dell’opera che il Festival ha usato per la locandina senza la sua autorizzazione, come lei ha denunciato in un post su Facebook, e gli organizzatori hanno dovuto rimouverla.

Tutti uomini? Per il Festival non è la prima volta – Per il Festival di Verona quello di invitare solo uomini, o quasi a parlare dal palco non è un fatto nuovo: nel 2019, su 25 interventi solamente quattro erano tenuti da donne. Nel 2018, i relatori uomini erano 19 e di donna c’era solo Catherine Deneuve. “L’attuale programma non riflette quello originario”, si sono giustificati quest’anno. Erano infatti previsti “eventi ideati per il Festival da artiste come Charlotte Rampling, Ute Lemper, Jane Birkin e Patti Smith, che però sono state impossibilitate a partecipare per le problematiche relative al Covid. Molte altre figure femminili sono state invitate, ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l’Arena di Verona“. “Chi conosce il Festival – continua la nota – sa qual è lo spirito che lo anima e le riflessioni che vengono proposte. Le donne sono sempre state protagoniste, invitate per il loro pensiero e il loro talento, elementi distintivi nel mondo della cultura e dell’arte in cui è indifferente l’appartenenza a un genere”.

L’immagine sulla locandina all’insaputa dell’artista – Ma i problemi per gli organizzatori del Festival non sono finiti. “Un mio fan mi ha appena avvisata che un festival in Itala ha illegalmente usato varie delle mie immagini per i loro poster e sul sito “, ha scritto su Facebook l’artista Maggie Taylor. “Non solo, è anche controverso che un festival sull’eros e sulla bellezza usi l’immagine “Girl with a bee dress”, in cui è ritratta una ragazza minorenne”. Taylor punta il dito contro l’organizzazione del festival anche per la scelta degli speaker: “Sono tutti uomini”. L’organizzazione del Festival ha comunicato che cambierà l’immagine della locandina dopo il post di Maggie Taylor. “Siamo dispiaciuti di dover modificare l’immagine del Festival a causa di un’incomprensione sull’utilizzo di quella che ci ha accompagnati per lungo tempo, con l’autorizzazione avuta dal rappresentante italiano dell’Artista”.

Chi rinuncia e manda la sorella (Sgarbi), chi rimane (Baricco) – Tra i partecipanti, Vittorio Sgarbi ha annunciato che rinuncerà alla sua presenza al Festival. “Molto volentieri rinuncio, credo che abbiano ragione”, ha detto all’agenzia Adnkronos. “Non credo che gli organizzatori siano colpevoli, ma siccome hanno fatto una lista, come era capitato anche ai tempi di Pannella, in cui poi ci mettono sui giornali come se fossimo colpevoli di essere andati, io rinuncio perché fortunatamente posso essere sostituito da mia sorella Elisabetta”. “Ho una sorella che ha fatto un film adesso, è l’editore di Morgan, ha mille buone ragioni per essere presente al pari di me. C’è una par condicio familiare per cui se non c’è uno Sgarbi ce ne può essere un altro”.

Chi invece andrà è Alessandro Baricco. La quasi totale assenza di donne al Festival della Bellezza in corso a Verona è una scelta “inopportuna e infelice”, hanno scritto in una nota Alessandro Baricco, Gloria Campaner e Enrico Saverio Pagano. “Pur costruito tra mille difficoltà, il cartellone del Festival, con la quasi totale assenza di donne, ci sembra ovviamente inopportuno e infelice. Tuttavia crediamo nel nostro lavoro e abbiamo convinzioni che sono indipendenti da qualsiasi cornice in cui ci può accadere di finire. Così, noi, il 18 settembre, lo spettacolo all’Arena lo faremo”.

Le reazioni – Valeria Parrella, scrittrice candidata al Premio Strega, suggerisce: “Una buona pratica per evitare il #tuttimaschi è quella di chiedere come è composto il programma prima di aderirvi, oppure riservarsi di aderirvi se rispetta un’equità di genere. O, se la frittata è fatta, andar via”. Come aveva fatto tre mesi fa il ministro Giuseppe Provenzano, che aveva ritirato la partecipazione a un convegno di soli maschi per l’assenza di relatrici donne, definendola una “rimozione di genere”. Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico, twitta: “Apparentemente non c’è una donna che abbia titoli per parlare di bellezza e eros. Per lo meno al Festival della Bellezza a Verona.” Altre scrittrici, come Letizia Pezzali e Rossella Milone, rilanciano l’hashtag chiedendo spiegazioni all’organizzazione dell’evento

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