Carlo Conti con Vanessa Incontrada ha portato a segno la “mission impossible” di riaccendere le luci dei riflettori sui “Seat Music Awards”. Una sfida nella sfida, a causa dell’emergenza sanitaria che ha messo molti paletti, in termini di sicurezza anti Covid-19, ma che di fatto non ha fermato la grande macchina dello show di Rai Uno. Il risultato? La prima puntata di mercoledì 2 settembre ha registrato 4.094.000 di spettatori con il 22.2% di share. Un risultato ottimo che sottolinea, ancora una volta, la voglia di evasione da parte del pubblico e il suo grande amore per la musica. Il prossimo impegno di Carlo Conti sarà il festeggiamento del decennale di “Tale e Quale Show”, che prenderà il via in prima serata, sempre su Rai Uno, da venerdì 18 settembre. l conduttore e volto Rai si è raccontato a IlFattoQuotidiano.it tracciando un bilancio umano e professionale post lockdown. L’emergenza sanitaria ha bloccato “La Corrida” e fatto nascere “Top Dieci”, format che saranno discussi a gennaio 2021 per l’eventuale messa in onda. I possibili eredi, gli insegnamenti al figlio Matteo e il futuro tra dieci anni.

Che impressione le ha fatto salire di nuovo sul palco dei Music Awards e con sole 3.800 persone del pubblico?
Dal punto di vista artistico ed emotivo è stato un impatto importante, forse dal punto di vista visivo l’Arena così semivuota dava un senso di festa a metà. Comunque vedere le persone sedute lì in gradinata anche se poche (per la reale capienza) e distanziate è stato importante perché è stato un segnale forte e un piccolo scatto di ripresa, dopo questi mesi difficili post lockdown. In realtà non erano 3.800 perché grazie al loro calore sembrava che fossero tutti e 12mila.

Durante la prima puntata ha suggerito ad Amadeus di portare Vanessa al Festival. È arrivato il momento giusto?
Era una battuta scherzosa tra di noi! Vanessa, come tutti gli anni, viene data come co-protagonista del Festival, per questo ci abbiamo ironizzato.

Ha condotto il Festival per tre anni dal 2015 al 2017. “Sanremo è quella cosa che guardi a prescindere, da chi lo fa, da chi non lo fa, da cosa ci mette dentro”, ha detto Alessandro Cattelan a Dagospia. È d’accordo?
Il Festival negli ultimi anni è stato un crescendo, ha avuto una ripartenza fortissima anno dopo anno. Dai miei anni, passando per quelli di Baglioni e arrivando ad Amadeus è stato un crescendo. Si parla di tutto in quella settimana dal punticino di share a cose che poi fanno titolo sul giornale. È un evento che tutti gli italiani guardano, ma è importante mettere dentro i contenuti, il tuo stile, la tua proposta musicale. Riguardo a quest’ultimo punto io guardo con immenso orgoglio cantanti nati sul palco dell’Ariston come Mahmood, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giovanni Caccamo, Ermal Meta e Irama. Sono orgoglioso di aver avuto nelle mie 3 edizioni di Sanremo Giovani questi artisti che oggi hanno un posto importante nel mondo della musica.

Non si vedono in giro tanti eredi di Carlo Conti, Alessandro Cattelan potrebbe esserlo?
Sì, certo. Alessandro ha stile e bravura. Aggiungo che sicuramente c’è una generazione di 30enni e 40enni che lavora tanto, fa la gavetta. Il grande palco o la consacrazione in prima serata per un conduttore arriva più tardi perché deve acquisire esperienza, credibilità e mestiere. Ci sono anche altri “ragazzi“ come Federico Russo o Alvin o Gianluca Gazzoli che stanno facendo bene, anche in radio che è un’ottima palestra. Ma terrei d’occhio anche tutta la nuovissima generazione che si sta facendo spazio sul Web.

Sempre a proposito di Sanremo, lo ha condotto con Maria De Filippi nel 2017. Pensate mai di fare qualcosa assieme?
Non sappiamo davvero, ad oggi cosa, ci possa riservare il futuro. Tra noi c’è una grande intesa ed enorme stima professionale e umana, e credo che quando ci sono questi elementi tra due professionisti si possono creare tante collaborazioni.

Il lockdown ha fermato prima La Corrida poi è arrivato Top Dieci, bilancio seppur tra mille difficoltà. Torneranno questi due programmi?
Siamo talmente in una situazione di emergenza che è già un grande risultato poter ora andare in onda con ‘Tale e Quale Show‘. Sono molto soddisfatto comunque dei risultati di ‘Top Dieci’, abbiamo raggiunto il 20% di share e oggi sono traguardi importanti per un bel titolo in prima serata. Se torneranno ‘La Corrida‘ e ‘Top Dieci’? Non so, credo che potremo riparlare a gennaio 2021 quando il quadro anche sanitario sarà più chiaro.

Come ha vissuto il lockdown?
Ho sistemato la valanga di vinili che avevo in casa (ride; ndr)! Detto questo, personalmente mi ritengo un privilegiato, non mi sono mai lamentato. Ho la fortuna di vivere in una bella casa con giardino e ho condiviso quei mesi con mio figlio e mia moglie. Per noi è stato come essere in ‘vacanza forzata’. Non avendo problemi economici, ribadisco che per me è stata una fortuna incredibile poter vivere tutto questo con loro. Ho spesso pensato che se tutto questo fosse successo 50 anni fa per la mia mamma, sola e con un figlio piccolo da tirare su, sarebbe stato difficilissimo come lo è oggi per tante, troppe famiglie. Non è un caso che, durante il mio lockdown, il mio pensiero sia andato spesso a chi era davvero in difficoltà.

Cosa ha in visto in tv o in streaming?
Ah no no, è mio figlio che decide cosa vedere in casa! Ormai mi accorgo che, in generale, ormai le nuove generazioni hanno abbandonato quasi del tutto la tv e guardano tutto sull’ipad o qualche altro strumento. Mio figlio Matteo se vuol vedere un cartone se lo vede in streaming, ad esempio.

“Ne usciremo migliori” ci dicevano, durante il lockdown, eppure tra discoteche chiuse e furbetti in giro le cose non sembrano essere cambiate. È stupito?
Se guardiamo indietro a tutte le cose che sono successe nella storia, qualcosa abbiamo imparato. Ossia che l’uomo continua e continuerà sempre a fare gli stessi errori. Le guerre in tutti questi anni si sono succedute e nessuno si è mai preoccupato di evitare che le situazioni si ripetano. Non si impara mai dagli insegnamenti del passato e della storia. Questa, purtroppo, è la triste verità.

Quale sarà l’eredità per le generazioni future, e per suo figlio Matteo che 6 anni?
Credo sia importante come padre insegnare le radici e gli insegnamenti che abbiamo assimilato negli anni, trasmettere valori importanti. È la missione che abbiamo io e mia moglie. Ma credo che questo discorso possa essere esteso un po’ a tutti. Il valore dell’insegnamento è fondamentale. Ai figli dobbiamo dare ali e radici!

Come ha passato questa estate, così anomala per tutti?
Ho trascorso le mie solite vacanze a Castiglioncello, in Toscana, sempre al mare e in assoluta sicurezza e tranquillità.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla decima edizione di “Tale e Quale Show”?
Il varietà che ha conquistato il pubblico in tutti questi anni, ossia la possibilità di vedere e ascoltare la stessa serata Zucchero e Edith Piaf o Lady Gaga e Iva Zanicchi Credo che il successo del programma sia anche quello di poter assistere alla trasformazione totale dei concorrenti in altre persone e la loro voglia di raggiungere il massimo della perfezione con la performance.

Ha un format nel cassetto?
No. Ho la fortuna di avere realizzato tutte le idee che avevo e ne ho fatta anche realizzare qualcuna come, ad esempio, ‘Ora o mai più‘ portato al successo da Amadeus. Credo ci sia una gran voglia di varietà in questo periodo storico, di quelli belli dei tempi passati. A me piacerebbe molto riportare in tv ‘I migliori anni‘. Credo sarebbe perfetto.

Dove si vede tra dieci anni?
Non lo so non ci penso! Ho sempre vissuto la mia vita facendo un gradino per volta, procedendo piano piano, giorno dopo giorno senza programmare o mettere obiettivi. Per ora l’energia c’è poi, certo un giorno, arriverà anche il momento di fare qualche passetto indietro.

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