Tiziano Ferro: “Almeno tu nell’universo a Sanremo è stata l’esperienza più strana della mia vita, mi sono bloccato e non so perché”

Tiziano Ferro durante il lockdown a Los Angeles si è rimboccato le maniche e ha messo a punto un nuovo progetto discografico. L’artista durante una lunga diretta su Instagram ha prima ringraziato tutti i fan che l’hanno supportato dopo la scomparsa dell’adorato cane Beau, poi ha annunciato due importanti progetti. Il 6 novembre uscirà il docu-film “Ferro” su Amazon Prime Video e nello stesso giorno l’album di cover “Accetto Miracoli .- L’esperienza degli altri”. Un percorso a ritroso nei suoi ricordi musicali con qualche aneddoto inedito. “Parliamo di miracoli da un anno e ho pensato di creare il secondo capitolo di ‘Accetto Miracoli’ e parlare dei miracoli che hanno cambiato la mia vita, attraverso le parole degli altri – ha detto Tiziano – ed è per questo che questo disco si chiama ‘Accetto Miracoli – L’esperienza degli altri’ perché se c’è una cosa sicura nel mio mestiere è che non esistono università, scuole o lauree ma esistono i cantautori che arrivano e ti danno un pugno nello stomaco, così ti cambiano la vita”.

Tiziano reinterpreta nel disco “Morirò D’Amore” (Giuni Russo), “Bella D’Estate” (scritta a quattro mani da Mango e Lucio Dalla), “Margherita” (Riccardo Cocciante), “E Ti Vengo a Cercare” (Franco Battiato), “Almeno Tu Nell’Universo” (Mia Martini), “Cigarettes And Coffee” (Scialpi), “Perdere L’Amore” (Massimo Ranieri, che per l’occasione duetta con Tiziano), “Piove” (Jovanotti) feat. Box of Beats, “Portami a Ballare” (Luca Barbarossa), Nel Blu Dipinto Di Blu – Volare” (Domenico Modugno), “Ancora, Ancora, Ancora” (brano di Cristiano Malgioglio, portato al successo da Mina) e infine “Non Escludo Il Ritorno” (scritto a quattro mani da Franco Califano con Federico Zampaglione). Il singolo che fa da apripista al progetto è “Rimmel” di Francesco De Gregori che uscirà giovedì 3 settembre, dopo averlo presentato in anteprima stasera ai Music Awards in collegamento da Los Angeles con la sua band.

“Probabilmente ci sarà un altro volume di questo progetto, dal momento che ho dovuto lasciar fuori delle colonne portanti della musica – ha continuato l’artista – che non sono riuscito a tradurre in una mia versione. Lo so che mancano tanti autori e cantanti, ma troveranno spazio un giorno. Manca Pino Daniele, manca Battisti, ne mancano un po’ ma arriveranno. Quando ho cantato sui social ‘Je so’ pazzo’ la volevo fare, poi l’ho scartata ma mi sono pentito! (ride, ndr)”. Il cantautore per ogni brano ha ricordato un aneddoto e ha spiegato il perché ogni brano ha rappresentato un tassello importante nella sua vita privata e professionale.

“’E ti vengo a cercare’ di Franco Battiato è una canzone che amo moltissimo per due motivi. Il primo è perché parla di spiritualità e del rapporto con dio, poi perché da piccolino mi hanno ricoverato per asma. – ha rivelato Ferro – Parliamo degli anni ’80 quando per un bambino che veniva ricoverato per asma era tutto diverso, non si sapevano molte cose così veniva isolato, rinchiuso in letti con respiratori, i genitori non potevano entrare. D’un tratto mi sono ritrovato circondato da questa pellicola di plastica. Un giorno, nell’ora di visita, mio cugino mi ha lasciato il walkman con la cassetta di Franco Battiato. Così ascoltavo a ripetizione questo disco e ce l’ho tatuato nel cervello, conosco tutte le canzoni a memoria e una di quelle canzoni era ‘E ti vengo a cercare’. È entrata nel mio Dna a forza di ascoltarla”.

Almeno tu nell’universo a Sanremo è stata l’esperienza più strana della mia vita. Prima di Sanremo l’ho provata un miliardo e mezzo di volte e quando sono salito sul palco ero emozionato e felice, soprattutto felice. – ha ricordato – Poi, quando ho visto la standing ovation del pubblico a metà della canzone, ho guardato in alto e qualcosa mi ha stretto la gola per la prima volta in vent’anni. Nonostante stessi muovendo il diaframma e stessi cantando non riuscivo più a cantare, qualcosa si è bloccato. Mi piacerebbe poter dire che ho stonato, e io ho stonato mille volte non ho paura di dirlo, lo farò ancora. In realtà io ancora non mi capacito di non saper spiegare cosa è successo quella sera perché il mio corpo si è chiuso in un attimo e per me è stato drammatico. Però è anche vero che il mestiere del cantante, dell’artista, è quello. Non hai sicurezze, ti butti e, a volte, il paracadute non si apre. Sempre se mai questo paracadute dovesse esistere. Il potere del miracolo di questa canzone non va spiegato perché ci ha riportato nel 1989 Mia Martini dopo anni di buio e ha emozionato tante persone”. Infine il cantautore ha in qualche modo espresso la preferenza tra tutti e tredici i brani e la scelta è caduta su un evergreen di Riccardo Cocciante: “Margherita è la canzone italiana della mia vita, la prima canzone che ho messo in lista”.

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