Nel 2018 in Svizzera morirono 10 persone dopo essere state colpite dalla listeriosi, un batterio che si annida nei formaggi. Ora un caseificio nel canton Svitto è stato messo sotto indagine per capire se ha rispettato le norme sulla conservazione e la produzione degli alimenti. Quello che la procura vuole capire, infatti, è se lo stabilimento, chiuso dalle autorità, abbia qualche responsabilità nei decessi e “se ha violato la legge sugli alimenti”.

L’inchiesta fa seguito a una denuncia penale depositata lo scorso luglio da un chimico contro l’azienda casearia situata nella Svizzera centrale. “Dieci delle 34 persone che si sono ammalate sono morte”, ha detto all’Afp il procuratore della regione di Innerschwyz, Franziska Steiner. Adesso, a seguito della querela, è stato avviato “un procedimento penale in relazione all’epidemia da listeria nei prodotti” del caseificio, ha aggiunto. Sotto la lente degli investigatori, secondo l’agenzia svizzera Ats, il formaggio brie.

Il sospetto degli inquirenti è che i gestori dell’azienda siano responsabili di omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e infrazione contro la legge sulle derrate alimentari, si legge in una nota dei magistrati. La listeria è un batterio che può contaminare diversi alimenti, tra cui il latte, i latticini, gli insaccati e le verdure, e che provoca la listeriosi, una malattia che può avere esiti fatali (il tasso di mortalità è del 20-30 per cento, più alto sui soggetti più fragili, come anziani, bambini, soggetti immunodepressi e feti). La listeria prolifera principalmente negli alimenti freschi e sopravvive anche su superfici a contatto con gli alimenti come coltelli, posate, taglieri, cestino lava verdura, o nel frigorifero.

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