Comincia la maratona per depositare le liste elettorali in vista delle Regionali del prossimo 20 e 21 settembre. In Puglia Forza Italia è stata tra le prime forze politiche a completare il proprio elenco di candidati. “Da oggi inizia una dura battaglia per mandare a casa il centrosinistra che negli ultimi 15 anni ha distrutto la sanità pugliese, l’agricoltura, il sistema dei rifiuti, il tessuto imprenditoriale, l’artigianato, la formazione professionale”, dice a consegna avvenuta il commissario regionale dei berlusconiani, Mauro D’Attis.

L’ex assessore della sinistra per sconfiggere la sinistra – A chi si affiderà dunque Forza Italia per “mandare a casa il centrosinistra” che tra le altre cose ha distrutto “l’agricoltura” pugliese? Ma ovviamente all’ex assessore all’Agricoltura della giunta di centrosinistra, Leo Di Gioia, che ha lasciato la giunta Emiliano nel 2019 per passare all’opposizione in consiglio regionale, pur rimanendo presidente del gruppo “Emiliano Sindaco di Puglia“. Un gruppo in cui tra l’altro era rimasto l’unico componente: ciò nonostante non ha aderito al Misto preferendo rimanere presidente della lista intitolata a Emiliano, pur essendo all’opposizione. Di Gioia si era dimesso una prima volta dalla giunta nel gennaio dell’anno scorso, ma qualche giorno dopo era stato convinto dal governatore a riaccettare la delega all’Agricoltura. La spaccatura definitiva era arrivata in estate, ed era stata provocata dal fatto che alle europee Di Gioia aveva appoggiato il candidato della Lega, Massimo Casanova, cioè il patron del Papeete beach di Milano Marittima, promosso dall’amico di Matteo Salvini all’Europarlamento. Come poteva un esponente di una giunta di centrosinistra appoggiare un candidato del Carroccio? Lui si era giustificato con questa frase: “Questo articolato civismo di cui io sono riferimento anche a livello regionale ha al suo interno ampie fette moderate, le quali naturalmente convergono, per un fatto politico, verso istanze alternative al centrosinistra“.

Forza Italia candida Napoleone Cera – Ma non solo. Oltre a volti noti quello dell’ex eurodeputata Barbara Matera, i berlusconiani hanno aperto le loro liste anche ad altri ex sostenitori di Emiliano. Come Napoleone Cera, consigliere regionale uscente della lista Popolari, che sosteneva il centrosinistra. Figlio d’arte di Angelo, ex parlamentare dell’Udc, nell’ottobre del 2019 Cera junior è stato arrestato nel 2019 insieme al padre con l’accusa di tentata concussione. I due erano finiti ai domiciliari, poi revocati, in uno dei filoni dell’inchiesta della procura di Foggia che coinvolge il governatore Michele Emiliano, indagato per corruzione. Anche nel troncone principale, quello che contiene le contestazioni al presidente della Puglia, figurano indagati i Cera: nel giugno scorso hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.

Da sinistra a destra – L’avvicinamento del consigliere regionale di centrosinistra alla coalizione che sostiene Raffaele Fitto era cosa nota. Padre e figlio hanno fatto capolino nella sala di Forza Italia alla presentazione dell’aspirante governatore. La loro presenza tra i berlusconiani, però, non era piaciuta alla Lega: “È decisamente imbarazzante la notizia della presenza del consigliere regionale Cera e di suo padre alla conferenza stampa di Forza Italia alla quale è intervenuto anche Raffaele Fitto. Chiediamo quindi a Fitto e a Forza Italia di prendere immediatamente le distanze da quanto riportato dalla stampa”, aveva attaccato il segretario regionale pugliese del Carroccio, Luigi D’Eramo. Né Fitto né Forza Italia avevano smentito alcunché. E ora Cera junior è stato ricandidato dai berlusconiani.

Le accuse ai Cera – Sono due le inchieste che coinvolgono i due politici di area Udc. Quella che li aveva portati ai domiciliari – poi revocati – nell’ottobre del 2019, si basava su tre contestazioni della Guardia di Finanza: la prima riguardava un tentativo di concussione ai danni di alcuni dirigenti del Consorzio di Bonifica per la Capitanata finalizzati all’assunzione di alcune persone. La seconda è un episodio di corruzione finalizzata a sospendere l’affidamento alla Sanitaservice della gestione del Centro unico prenotazioni. Infine la terza sarebbe un episodio di corruzione per favorire la nomina, quale commissario dell’Asp, di una persona indicata dai due. Nell’indagine in cui sono coindagati con Emiliano, invece i Cera sono accusati di aver esercitato pressioni sul governatore per la nomina del commissario dell’Azienda pubblica di servizi alla persona di Chieuti. In cambio avrebbero appoggiato il candidato sindaco di San Severo sostenuto dallo stesso Emiliano e poi eletto primo cittadino. Alla fine il decreto di nomina non era stato firmato.

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