Il direttivo della Svp sceglie la linea morbida per i suoi 3 consiglieri provinciali che in Alto Adige hanno chiesto il bonus Covid da 600 euro. L’operazione ‘punitivaì è tutta di facciata: Arnold Schuler viene solamente invitato a dimettersi dalla carica di vicepresidente della Giunta e viene sospeso da tutti gli incarichi di partito per un anno, ma resta assessore all’Agricoltura e al Turismo. Salvo il posto da consigliere provinciale anche per Helmut Tauber, che i 600 euro li ha anche ottenuti: viene invitato a dimettersi dall’incarico di presidente della terza commissione e dall’incarico di membro di presidenza del Consiglio regionale, così come viene sospeso da tutti gli incarichi di partito per un anno. Viene addirittura graziato del tutto il terzo consigliere Svp coinvolto, Gert Lanz. Tutti e tre conservano siederanno ancora tra i banchi della maggioranza, al loro posto nel consiglio provinciale. La linea non cambia se si guarda all’opposizione: non lascia nemmeno Paul Köllensperger, anche lui consigliere provinciale, che il bonus per le partite Iva lo ha chiesto e ottenuto. Köllensperger, ex M5s, è rimasto anche alla guida del suo movimento, il Team K, primo partito d’opposizione in consiglio provinciale.

Lo scandalo dei 600 euro chiesti dai politici non ha risparmiato nemmeno l’Alto Adige, dove per chi siede in consiglio provinciale è prevista un’indennità mensile lorda di 9800 euro, a cui se ne aggiungono altri 700 al mese di rimborso spese. Tre consiglieri coinvolti sono appunto del partito di governo, la Südtiroler Volkspartei. Il quarto è invece Köllensperger che con il suo Team K occupa 6 sedie in consiglio provinciale e rappresenta la principale spina nel fianco della Svp. Non in questo caso però: il fatto che il leader sia stato coinvolto tanto quanto la maggioranza ha depotenziato sul nascere ogni forma di protesta. Con una prima conseguenza: il consigliere Josef Unterholzner ha lasciato il gruppo consiliare del Team K. Ha spiegato di essere stato contrario alle dimissioni dello stesso Köllensperger, ma di aver chiesto un’azione forte per limitare i danni. Poiché non è stato ascoltato dal partito, ha annunciato per iscritto le sue dimissioni, ma resterà in consiglio provinciale.

A protestare per i politici che hanno chiesto il bonus ci ha pensato la base Svp, chiedendo le dimissioni di Schuler da assessore e di Lanz da capogruppo. I due però sono fedelissimi del governatore Arno Kompatscher, colpirli duramente avrebbe minato gli equilibri interni del partito. La Südtiroler Volkspartei ha optato quindi per la linea morbida. “Schuler e Tauber nell’odierna riunione del direttivo del partito si sono scusati per il loro errore e hanno capito che il loro agire non era consono al loro incarico ne da un punto di vista morale ne politico“, ha detto il segretario politico della Svp, Philipp Achammer. Nonostante questo però non c’è stata la richiesta di dimissioni da tutti gli incarichi. Anzi, Gert Lanz è stato risparmiato da ogni sanzione perché, stando alle attestazioni prodotte e alle dichiarazioni del suo commercialista, non avrebbe richiesto il bonus ovvero non era a conoscenza che il bonus fosse chiesto a nome suo.

Curiosamente all’opposizione il ragionamento è stato lo stesso: Köllensperger resterà in consiglio provinciale e resterà presidente del suo movimento. “Ha commesso un grave errore“, ma “in democrazia, sono le elettrici e gli elettori che devono esprimere il giudizio sulla qualità del lavoro di un politico”, è la motivazione del direttivo. “Anche nell’occasione di un errore, ammesso senza scuse – prosegue la nota – vogliamo ribadire come Köllensperger e il Team K rappresentano una politica impegnata a dare una voce a chi non ce l’ha e a promuovere i valori social-liberali”. In ogni modo, conclude il Team K, Köllensperger “porterà alla discussione di una assemblea generale di prossima convocazione sia il suo ruolo in consiglio provinciale che nel movimento, in modo che tutti i membri del Team potranno esprimersi democraticamente“.

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