Usa le sue canzoni durante i comizi e lui non ne può più. L’ha detto e ridetto, alla fine si è rivolto a un tribunale federale per violazione del copyright. Chi? Neil Young. Contro Donald Trump. “Questa denuncia non intende mancare di rispetto ai diritti e alle opinioni di cittadini americani che sono liberi di scegliere il loro candidato preferito. E tuttavia il querelante in buona coscienza non può tollerare che la sua musica sia usata come tema per una campagna di ignoranza e odio, che mira a dividere e che non riflette i valori dell’America”. Questo si legge nella denuncia presentata presso una corte federale di New York. Insomma, a Neil Young non piace che le sue canzoni vengano usate senza il suo permesso in contesti in cui si veicolano temi e valori nei quali non si riconosce. Chiaro, anzi chiarissimo. Il risarcimento chiesto è di 150 mila dollari, una questione di principio più che denaro. Alcuni brani proposti da Donald Trump durante i suoi comizi? “Rockin’ in the Free World” e “Devil’s Sidewalk”, per esempio. Che Young vuole mantenere ben lontani dalla politica.

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