Come sarà Ibiza senza feste che vanno avanti fino all’alba? Non lo sapremo (forse) mai. Perché se è vero che i party organizzati ‘fuori dai locali’ (chiusi causa covid-19) ci sono sempre state, questa estate sono fuorilegge. A raccontare che nella Isla tutto procede come se niente fosse è La Stampa: deejay, ingressi a iosa e festa fino notte fonda, anzi a giorno inoltrato. E il rischio che una festa diventi un focolaio di coronavirus è reale: 9 contagiati dopo un party, il mese scorso. Il comune ha deciso: con una nuova legge arriveranno multe fino a 600.000 euro per chi organizza, e sanzioni per chi ci va. Ma dove sono queste feste? Spesso “imboscate” e non è semplice trovarle. Gli inviti girano via whatsapp e le location sono varie, dalle barche alle case (i proprietari spesso non lo immaginano nemmeno). “Con il Covid emergono dei problemi storici di Ibiza – ha spiegato Joan Lluis Ferrer Colomar, autore di saggi come La distruzione del paradiso, a La Stampa -: si sono costruite ville in mezzo alla campagna, dedicate al turismo, poi riconvertite a discoteche”.

E a Magaluf le cose non sono diverse: siamo a Maiorca e non più a Ibiza, sempre arcipelago delle Baleari. Siamo in quella che viene considerata una delle mete predilette per i festaioli e i party ci sono eccome. “Alcune parti della Spagna sono sigillate, gli anziani sono rinchiusi in case di cura, tutti indossiamo le mascherine per le strade e a Magaluf gli inglesi irresponsabili fanno quello che vogliono. È vergognoso”, è la testimonianza di un ragazzo riportata dal Guardian. Anche in questa località le multe previste per gli organizzatori sono salatissime. Il comune di Calvia ha fatto sapere che si va dai 30000 ai 300.000 euro. Basterà a fermare i party illegali? Intanto non solo le discoteche ma anche alcuni bar e strip clup sono stato fatti chiudere per via dell’ammasso di turisti (soprattutto inglesi) che ogni estate affollano Magaluf. Ma resta il problema delle strade, dove gli assembramenti resistono, senza alcuna misura anti-covid.

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