Quattro giorni dalla richiesta di un porto sicuro e due di polemica, ma alla fine la situazione sembra essersi sbloccata. I 180 migranti a bordo della Ocean Viking sbarcheranno domani a Porto Empedocle. A comunicarlo è la ong Sos Mediterranee con un tweet: “Sollievo sulla OceanViking: la nave ha finalmente ricevuto istruzione di dirigersi a Porto Empedocle. I 180 sopravvissuti saranno sbarcati al porto domani”. Oggi i migranti sono stati sottoposti al tamponte per il coronavirus. In origine, per la giornata di lunedì, era previsto il loro trasbordo sulla nave-quarantena Moby Zaza. “Non abbiamo ricevuto alcuna istruzione. Senza conferme, non possiamo dare soluzioni ai sopravvissuti. L’incertezza prosegue e questo significa che le tensioni permangono”, aveva fatto sapere la ong Mediterraneé.

Poi, però, la situazione si è sbloccata. Durante tutta la giornata una serie di esponenti politici – quasi tutti appartenenti a partiti di sinistra – hanno letteralmente bombardato il governo sui social network. Tweet e commenti per chiedere all’esecutivo di fare sbarcare le persone presenti a bordo della nave. Una sorta di social bombing visto che in tanti hanno taggato nei loro post l’account del Pd e quello del segretario Nicola Zingaretti. Che infatti è il primo commentare: “Finalmente, in futuro si deve essere più tempestivi. Ma bene. I problemi si risolvono non si cavalcano, soprattutto quando si tratta di vite umane”. Rilancia la dichiarazione del segretario, il vicecapogruppo alla Camera Michele Bordo: “Spiace deludere chi pensa di avere la golden share nel partito sul tema dei migranti e sulla sicurezza. Ma siamo al governo per cambiare le cose e non per twittare contro il proprio partito utilizzando gli stessi argomenti di Salvini sui porti aperti. La Ocean Viking sta per sbarcare, i decreti Salvini, che nulla hanno a che fare con la sicurezza, sono in fase avanzata di modifiche radicali”.

Bene #OceanViking. Finalmente, in futuro si deve essere più tempestivi. Ma bene. I problemi si risolvono non si cavalcano, soprattutto quando si tratta di vite umane

Il riferimento di Bordo è per Matteo Orfini, che già nei giorni scorsi aveva twittato: “Per carità, bello vedere un presidente del consiglio che va alla serata del PiccoloAmerica. Ma mi piacerebbe averne uno che ci va dopo aver fatto assegnare un porto alla #oceanviking invece di bloccarla in mare come un Salvini qualsiasi”. Oggi l’ex presidente del Pd torna sull’argomento commentando il post di Andrea Orlando: “Senza 3 (dicasi tre) scissioni il Pd sarebbe pari alla Lega“, ha scritto il vicesegretario, condividando i dati di un sondaggio. “Peccato però che per rincorrere Salvini chiudiamo i porti e sequestriamo le persone in mare esattamente come lui”, ha risposto Orfini.

Aveva twittato, taggando segretario e partito, anche Sandro Ruotolo, eletto al Senato dal Pd ma iscritto al gruppo Misto: “Al governo italiano: non possiamo essere corresponsabili delle sofferenze dei 180 naufraghi che sono a bordo di Oceanviking. È vero, la ricollocazione dei migranti riguarda l’Europa. Ma non si può giocare sulla pelle dei più fragili”. Il giornalista ha accompagnato il suo post con l’hashtag #Notinmyname.

Utilizza facebook, invece, l’ex presidente del senato Pietro Grasso: “Le Lega non è più al governo da quasi un anno. Salvini non è più ministro dell’interno. Abbiamo parlato già troppe volte di discontinuità, ma nei fatti le cose non sono cambiate abbastanza. È inaccettabile pensare che 180 persone, tra cui molti minori, siano ancora a bordo della Ocean Viking: si facciano sbarcare subito e si predisponga una quarantena sulla terraferma!”, scrive il leader di Leu. “Non c’è nessuna ragione al mondo per lasciare la OceanViking senza destinazione e supporto. Come non c’è nessun motivo per non abolire i Decreti Salvini . Datevi una mossa”, è il testo del post scritto dall’eurodeputato dem Pierfrancesco Majorino.

“Se ci fosse Salvini al governo direste che è una vergogna totale, mi scrivono. Lo dico lo stesso ed è – anzi – una vergogna ancora più grande proprio perché non c’è Salvini al governo, perché questo governo avrebbe dovuto comportarsi in modo totalmente diverso. E invece”, è il tweet di Pippo Civati. Di migranti, ma senza citare il caso Ocean Viking, ha parlato anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista al quotidiano austriaco Die Presse: “La questione migratoria rimane tra i settori in cui è necessario un salto di qualità per produrre una politica davvero comune a livello Ue. Il superamento del sistema di Dublino è una delle priorità italiane di cui auspichiamo che verrà tenuto debito conto nella proposta del Nuovo Patto sul diritto di Asilo che la Commissione Europea presenterà nei prossimi mesi”.

L’ultimo “caso” che ha coinvolto Ocean Viking era iniziato il 25 giugno quando gli uomini e le donne a bordo della nave avvistano un barchino in legno in difficoltà a largo di Lampedusa: al termine delle operazioni di soccorso, 51 persone vengono tratte in salvo. Un’ora dopo la nave intercetta un’altra barca, a 40 miglia a sud dell’isola delle Pelagie, salvando altre 67 persone e quattro giorni dopo, il 30 giugno, vengono recuperati altri 63 migranti che erano su due barche alla deriva in zona Sar maltese. In totale 180 persone tra cui 25 minori – 17 dei quali non accompagnati – e due donne, una delle quali incinta di cinque mesi. Il 29 giugno, c’è stata un’evacuazione medica di un migrante: un uomo portato a terra da una motovedetta della Guardia Costiera italiana. Il 2 luglio la richiesta di un porto sicuro alle autorità di Italia e Malta. La nave di Sos Mediterranee che è rimasta in attesa di una risposta, che oggi è finalmente arrivata.

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