C’erano i braccianti di Foggia, i lavoratori della Whirlpool. E poi, ancora, c’era Francesca, lavoratrice precaria di un call center. E con loro attivisti e attiviste, come le Sardine o i ragazzi del movimento “Italiani senza cittadinanza”. Uomini e donne che hanno preso Piazza San Giovanni trasformandola nella piazza degli “invisibili”. Proprio come aveva chiesto Aboubakar Soumahoro, organizzatore degli Stati popolari. In tanti hanno risposto al suo appello, lanciandone a loro volta, altri al governo e al premier Giuseppe Conte. “Siamo qui con la nostra frutta – spiegano i braccianti pugliesi – Ogni stagione lavoriamo, non abbiamo estati né inverni. Quanto prendiamo? Quattro euro l’ora“. Per questo “chiediamo la regolarizzazione di tutti i lavoratori dei campi”. Tante storie, come sottolineano anche le Sardine, “che possono fare parte della stessa famiglia”. Come Francesca, che dal palco racconta la condizione delle donne lavoratrici: “Nel 2019 37611 donne costrette a lasciare il posto di lavoro perché diventate madri”, denuncia. Una lotta, ricordano i dipendenti Whirlpool “di democrazia”. “Vogliamo che l’azienda rimanga – spiegano – per far rispettare gli accordi”.

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Stati popolari, dai rider ai braccianti fino agli operai Whirlpool ed ex Ilva: gli “invisibili” a San Giovanni. “Non siamo corpi da sfruttare”

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