Tra i primati di Maranello ce n’è uno recente che ha poco a che fare col motorsport e in generale con il mondo prettamente motoristico, ma riguarda piuttosto un impegno sociale dimostrato e certificato. La Ferrari S.p.A., infatti, ha ricevuto la certificazione Equal-salary da parte dell’omonima fondazione svizzera che promuove la parità di retribuzione tra donne e uomini.

Un tema, questo, ancora molto caldo tanto in Italia quanto nel resto d’Europa, al punto che l’ultimo rapporto del Comitato europeo per i diritti sociali (Ecsr) recentemente ha dichiarato 14 Paesi non del tutto aderenti ai principi di equità di genere sul lavoro, in termini di “gender pay gap” – divario retributivo di genere – e di possibilità occupazionali.

Quanto a Ferrari, che tra il 2016 e 2019 ha visto aumentare il numero delle proprie dipendenti dall’11,5% a oltre il 14%, è la prima società italiana ad ottenere questo tipo di riconoscimento, che garantisce appunto l’applicazione di principi di equità retributiva di genere, a parità di qualifiche e mansioni.

Tale riconoscimento viene rilasciato dalla fondazione Equal-salary a seguito dei risultati di un’analisi – della durata di otto mesi – che prende in esame le politiche e le pratiche adottate dalle società nell’ottica di tutela della “diversity&inclusion”.

A condurre lo studio è il network internazionale di consulenza PwC, secondo una metodologia riconosciuta dalla Commissione Europea che consiste fondamentalmente in un’analisi statistica sulla differenza di remunerazione tra uomini e donne, e successivamente in una verifica degli standard di qualità su aspetti come strategie di parità di genere e la percezione che di queste hanno i dipendenti.

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