Voli annullati anche se programmati in date non interessate dai divieti di spostamento imposti dal coronavirus, e biglietti sostituiti con voucher anziché con il rimborso in denaro. Per questi motivi l’Antitrust ha deciso di avviare un procedimento istruttorio contro Alitalia, replicato per gli stessi motivi anche nei confronti della compagnia low cost Volotea, nata in Spagna ma attiva anche in Italia.

I biglietti, spiega l’Autorità, sono stati venduti e in seguito cancellati dalle due compagnie aeree a causa dell’epidemia di coronavirus, “pur trattandosi di servizi da svolgere in un periodo nel quale non sarebbero stati vigenti i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi”. In più, entrambe le compagnie hanno offerto ai passeggeri solo un voucher al posto del ristoro del prezzo del biglietto già pagato, come invece previsto dalla normativa europea. Il rimborso in denaro è sempre un diritto del consumatore, che deve poter scegliere tra questa e un’altra forma di compensazione, come ha ricordato la Commissione europea nella sua procedura di infrazione contro Italia e Grecia.

Non a caso, secondo l’Antitrust, sia Alitalia che Volotea non hanno fornito un’adeguata informazione ai consumatori quanto ai diritti spettanti in caso di cancellazioni e non hanno predisposto un sufficiente servizio di assistenza sui tempi di attesa e sui canali di comunicazione messi a disposizione dei passeggeri.
Comportamenti che l’Unione nazionale consumatori chiede ora di sanzionare pesantemente e per i quali il Codacons si dice pronto, se l’Autorità garante accerterà che i voli sono stati cancellati per cause non riconducibili al Covid, a presentare una “valanga di cause risarcitorie”. Moltissimi viaggiatori si erano lamentati della mancanza di risposte da parte della compagnia al momento dell’acquisto e della cancellazione.

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