Siete appassionati di curve auditel? Cultori di share, picchi, valori assoluti e sovrapposizioni? Alle dieci del mattino avete un impegno fisso con la lettura dei dati? Allora per voi la notizia del giorno c’è. Non il boom di ascolti di una fiction di Rai1, non la partenza flop del programma della Maggioni. E nemmeno uno studio dell’Università Tal dei Tali per spiegare per spiegare il successo delle soap turche su Canale 5 (facilitiamo noi: Can Yaman, pessima fotografia, amore ostacolato). Non una puntata speciale de I Soliti Ignoti per scoprire l’identità dei nuovi conduttori del daytime di Rai1.

La notizia per gli appassionati di auditel è la seguente: il meglio di E poi c’è Cattelan Live è stato visto da 10.229 telespettatori con lo 0,05% di share. Cioè meno dello 0,1%, cioè 10 mila telespettatori. Il meglio direte voi, ma anche le puntate inedite hanno ottenuto appena lo 0,5% di share nonostante gli ospiti importanti. Se prima non c’era da sorridere ora siamo alle lacrime. Non siamo alla tv di nicchia ma a quella dell’oltretomba. Si fa per scherzare ma un numero così esiguo fa fare un salto dalla sedia.

E certo non si possono paragonare gli ascolti del programma di Cattelan con quelli della tv generalista, perché vorrebbe dire che Rai1 ha fatto 270 volte in più gli ascolti di SkyUno. E la prima rete del servizio pubblico ieri ha ottenuto un basso ascolto. Ma restando in tema satellitare, la partita Genoa-Juventus è stata vista da 1.329.000 spettatori con il 6.7% di share. Nessuno si aspettava grandi numeri ma nemmeno di poter contare in dieci minuti tutti gli spettatori.

Dopo uno scivolone in tema sanremese Cattelan era anche finito nel mirino di Pippo Baudo: “Lui è un oggetto misterioso per me. È un ragazzo colto, che parla benissimo inglese, però gli manca qualcosa. Forse dovrebbe avere il coraggio di fare il salto in Rai”, aveva dichiarato il conduttore al Corriere della Sera. Parole simili pronunciate anche da Simona Ventura: “Troppo tempo deve passare prima che Cattelan arrivi all’autorevolezza di Scotti, Bonolis, Conti o Amadeus. E’ bravo, lo so perché l’ho lanciato io. Ma il bravo conduttore ottiene il successo sul campo. Uno come Amadeus è arrivato a questi livelli dopo tanta gavetta. Il vero talento, nel mondo velocissimo di oggi, non l’ha chi è in carriera. Ma chi la carriera la fa durare.”

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