Nell’anno di introduzione degli Isa, i nuovi indici di affidabilità fiscale che hanno sostituito gli studi di settore, ricavi e redditi dichiarati dai contribuenti italiani sono aumentati come da attese del governo. In base alle dichiarazioni presentate nel 2019, infatti, i ricavi totali dichiarati dai 3,2 milioni di contribuenti soggetti ai nuovi indici sono stati pari a 795,5 miliardi, in aumento del 9,1% rispetto al totale dichiarato dagli studi di settore del 2017, mentre i ricavi o compensi medi dichiarati sono pari a 249.430 euro, in aumento dell’8,9%. L’incremento maggiore, pari all’11%, ha riguardato il settore dei servizi, seguito dalle manifatture (+8,8%) e dal settore dei professionisti (+8,6%).

Secondo le statistiche del Tesoro, il numero di contribuenti con un Isa pari almeno a 8 (valore dal quale scatta un regime premiale crescente) è aumentato del 14,6% rispetto ai “congrui, coerenti e normali” degli studi di settore del 2017: se nel 2017 solo il 34% dei soggetti era congruo, coerente e normale, nel 2018 i soggetti con un Isa almeno pari a 8 sono il 39%. Da quel punteggio in poi ci sono benefici come l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti Iva fino a 50mila euro annui e 20mila per imposte dirette e Irap. Al contrario per i punteggi che vanno da 1 a 6 il contribuente ha un’alta probabilità di essere selezionato per controlli dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. Considerando solo i soggetti con accesso al regime premiale nel 2018, i ricavi o compensi medi dichiarati salgono a 276.402 euro (+10,8% rispetto al totale dei soggetti), mentre il valore aggiunto è pari a 120.944 euro e il reddito medio dichiarato è pari a 57.634 euro, valore molto più elevato rispetto a quello medio dichiarato dal totale dei soggetti (+61,3%).

Il reddito totale dichiarato è stato pari a circa 114 miliardi di euro, anche in questo caso in netto aumento (+24%) rispetto a quello calcolato con gli studi di settore del 2017, con il reddito medio totale dichiarato pari a 35.735 euro: 33.200 euro per le persone fisiche, 45.000 euro per le società di persone e pari a 35.200 euro per le società di capitali ed enti. Il ministero dell’Economia puntualizza però “come il reddito totale dichiarato nel 2017 sia stato particolarmente basso in virtù della modifica del criterio di determinazione del reddito d’impresa in contabilità semplificata da ‘competenza’ a ‘cassa’”.

Guardando infine più in dettaglio alle statistiche Irpef dei titolari di partita Iva, ad aderire ai regimi agevolati nel 2018 sono stati oltre 1,1 milioni di contribuenti, numero destinato ad aumentare. Considerando infatti gli ultimi dati sulle aperture 2019, a seguito dell’innalzamento del tetto di ricavi a 65.000 euro, il numero dovrebbe avvicinarsi agli 1,4 milioni nelle dichiarazioni sull’anno d’imposta 2019.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Germania, approvato nuovo scostamento di bilancio: Berlino nel 2020 registrerà un indebitamento record da 218 miliardi di euro

next
Articolo Successivo

Arredamento, la ripartenza dopo il Covid: “Flusso superiore del 55% rispetto al 2019. Ma ora aiutare i consumatori” – Sono le Venti (Nove)

next