Un matrimonio focolaio di coronavirus. È accaduto in Giordania: la Jordan University of Science and Technology sta per pubblicare i risultati di questa analisi retrospettiva sulla rivista dei Centers for Disease Control and Prevention Usa. Tutto ha avuto inizio il 13 marzo, giorno dello sposalizio. Il padre della sposa già da due giorni non stava bene: febbre, tosse, raffreddore. Al matrimonio erano presenti 360 invitati e il tutto si è svolto il un locale al chiuso. Durante la ricerca sono stati sottoposti al tampone 350 partecipanti: a distanza di un mese sono 85 le persone risultate positive al covid-19 e che avevano partecipato alla festa. Tra queste, 76 invitati e 9 contatti degli invitati. Si suppone che a dare il via a tutto sia stato il 58enne padre della sposa che il 15 marzo si è recato al pronto soccorso ed è risultato positivo. Tra i contagiati ci sono stati due i casi gravi e una donna di 80 anni, affetta da tumore al seno, ha sviluppato polmonite e insufficienza respiratoria ed è morta 2 settimane dopo il ricovero in ospedale. Intorno al 10 aprile, quindi quasi un mese dopo la cerimonia, il numero dei contagiati al matrimonio costituiva il 24% di tutti i casi Covid-19 della Giordania.

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