“Ho donato le mascherine alla Croce Rossa per ringraziare il paese che mi ha accolto a braccia aperte”. È stato questo il primo pensiero di Mahmoud Lufti Ghuniem quando ieri mattina ha ricevuto la notizia che sarebbe stato nominato cavaliere al merito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Durante la pandemia aveva donato oltre mille mascherine alla Croce Rossa di Torino. Un’idea nata tra una consegna e l’altra durante il suo turno da rider: “All’inizio della pandemia tutti sottovalutavano il virus – racconta al telefono il 35enne di origine palestinese – io l’ho indossata da subito ma mi capitava che i ristoranti non mi facessero entrare, perché dicevano che spaventavo i clienti oppure che la gente mi prendesse in giro per strada”. Cosi ha voluto fare un atto concreto per far capire la gravità della situazione. Ha comprato a spese sue oltre mille mascherine per donarle. “Un gesto piccolo” come ricorda lui, ma che che il Quirinale ha voluto riconoscere inserendolo nella lista dei nuovi cinquantasei cavalieri al merito. Il sogno adesso è quello di riprendere gli studi da infermiere che si erano interrotti a causa della guerra nel suo paese, il Libano. “E poi quello di ottenere la cittadinanza. Ci sono tanti sogni, ma piano piano si realizzeranno”

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