Qual è il futuro di “Un Posto al Sole”? Difficile dirlo: il set della soap italiana più longeva è chiuso ormai da settimane e non c’è ancora una data di riapertura (anche se si parla di una possibile convocazione tra il 18 maggio e il 1 giugno). FqMagazine ha raggiunto telefonicamente Patrizio Rispo, che da 24 anni interpreta il portiere Raffaele Giordano: “Posso solo riportare l’impegno e la voglia di RaiFiction di riprendere quanto prima. Conosciamo benissimo la necessità di mettere in sicurezza gli ambienti di lavoro, quindi si sta procedendo con i piedi di piombo. Appena possibile, trovato il modo per farlo, torneremo con le nuove puntate. Auspichiamo che avvenga il primo possibile”. Fanpage riporta che gli sceneggiatori sono già al lavoro per scrivere i nuovi episodi, che inevitabilmente racconteranno (anche) l’attualità e gli strascichi della pandemia. “Sicuramente se ne farà cenno. Speriamo che sia soltanto un cenno storico, speriamo che la cosa sia passata”, precisa Rispo, che smentisce invece le frizioni tra gli attori della soap perché preoccupati dal rientro. “Nessuna divisione. Il cast è compatto nel voler tornare a lavorare. Se la Rai ci farà tornare sul set, lo farà in massima sicurezza”.

Intanto gli attori si sono messi a disposizione per realizzare lo spin-off “Un po’ sto a casa”, trasmesso ogni giorno su RaiPlay: “RaiFiction ha voluto mantenere un contatto con il pubblico con queste pillole che raccontano l’isolamento attraverso delle videochiamate“. Mentre su Rai3, al posto delle puntate inedite, stanno andando in onda le repliche del 2012: “Per essere delle repliche, stanno andando molto bene. Il pubblico chiedeva a gran voce le prime puntate ma non era semplice. Queste repliche ci hanno permesso di rivivere delle storie che qualcuno aveva perso e di rivedere alcuni personaggi che purtroppo ci hanno lasciato”.

“Soapoperai” per autodefinizione, anche gli attori di “Un Posto al Sole” sono fermi a causa del lockdown. “Noi del mondo dello spettacolo saremo fra gli ultimi a poter rientrare in gioco”, racconta Rispo. “Non tanto noi televisivi, mi riferisco specialmente ai lavoratori del cinema e del teatro. La categoria è messa alle strette. Bisogna ricordare che non esistono soltanto le star ma anche migliaia di lavoratori. Questo è lavoro precario anche in tempi normali. Esistono attori giovani, macchinisti, attrezzisti che sono a pezzi e che vanno sostenuti velocemente”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Amici Speciali, Michele Bravi torna in tv dopo l’incidente ed è dato per favorito: “È strano, non sono più quello di prima. Nel buio una domanda mi ossessionava”

next