“Lo scientismo dogmatico è protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese”. La parlamentare del gruppo Misto, Sara Cunial, eletta con M5s e da questo espulsa, è intervenuta nella dichiarazione di voto sul dl Covid in Aula alla Camera, ribadendo la propria tesi complottista sulla natura del coronavirus. Visto l’argomento sembrava che il riferimento fosse al capo dello Stato, Sergio Mattarella ed è per questo che si sono scatenate le proteste di buona parte di Montecitorio, della maggioranza (Pd, Italia Viva, M5s) e dell’opposizione (Forza Italia). Il presidente di turno Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, si è preoccupato di zittire i gruppi parlamentari in protesta, spiegando che “ciascuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni”. Quando dal Partito democratico è stata avanzata la richiesta di ascoltare la registrazione dell’intervento di Cunial, con la possibilità che si configuri il reato di vilipendio, Rampelli ha precisato che “stiamo cercando di capire se l’epiteto fosse rivolto al presidente del Consiglio o a Mattarella”.

Ma la sorpresa è che la spiegazione data dopo le polemiche dalla deputata ex grillina è che si riferiva non a Mattarella né a Conte ma al presidente emerito Giorgio Napolitano. Cosa c’entri l’ex capo dello Stato con l’emergenza sanitaria iniziata nel febbraio scorso (della quale si occupa il decreto all’esame del Parlamento e centro del discorso della deputata) è ciò che resta al momento ancora un mistero.

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