Nel primo giorno di Fase 2, con lo scontro politico tra Regioni e Governo che continua, in Italia la popolazione si inizia ad adeguare alle nuove e meno restrittive norme diffuse dall’esecutivo e dai vari enti locali. Torna lo sport individuale e l’attività fisica, anche nei parchi, in Basilicata ok alle attività forestali e alla raccolta di funghi, tartufi, asparagi e alla caccia al cinghiale, ma solo in forma individuale. In Liguria ancora chiuse le spiagge, mentre in Calabria, nonostante il passo in avanti della governatrice Jole Santelli che ha permesso ai locali con spazi all’aperto di offrire il servizio al tavolo, sono pochi i bar che hanno deciso di riprendere l’attività. E in varie zone d’Italia si contano le proteste di commercianti e artigiani che spingono per riprendere a lavorare. Lazio e Lombardia annunciano che il prossimo passo da compiere sarà quello relativo a test sierologici e tamponi per un ampio screening a campione.

Gallera: “Pronta delibera su tracciamento e tamponi”
L’assessore al Welfare, Giulio Gallera, anticipa che è in dirittura d’arrivo la delibera su tracciamento e tamponi, il prossimo passo da compiere nella Fase 2: “Mercoledì – ha detto in diretta a Mattino Cinque – faremo una delibera per il tracciamento e la sorveglianza sanitaria. Le persone che avranno 37 di febbre saranno messe in isolamento e saranno poi il nostro grande barometro, inizieremo ad attivarlo da questa settimana in poi”.

Il grande campione che la Lombardia vuole sfruttare sarà utilizzabile solo se “i tamponi saranno fatti in maniera tempestiva, li faremo con le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale). La tempestività dei tamponi su questi soggetti è fondamentale. Oggi stiamo ancora molto tamponando gli operatori sanitari, il personale delle Rsa, gli ospiti delle Rsa, quindi la fotografia può non darci l’elemento della quotidianità”.

Piemonte, ambulanti non alimentari scendono in piazza
“Dobbiamo lavorare per mangiare”. Così diverse decine di ambulanti non alimentari dei mercati torinesi si sono dati appuntamento questa mattina, con tanto di mascherina e cercando di rispettare le distanze di sicurezza, davanti alla sede della Regione Piemonte per sollecitare la ripresa dell’attività e chiedere di essere ricevuti dal governatore Alberto Cirio. “Anche noi paghiamo tasse e bollette, vogliamo lavorare”, scandiscono i manifestanti con cartelli in cui si sottolinea: “Non siamo una categoria di serie B”.

Liguria, a Genova riaprono i parchi e rimangono chiuse le spiagge
Il Comune di Genova ha deciso che le spiagge rimarranno ancora off limits, mentre riaprono i parchi, saranno consentite le passeggiate e le visite nei cimiteri cittadini. Sono le previsioni per la ripartenza e la Fase 2 contenute in un’ordinanza del sindaco Marco Bucci. Non si potrà ancora tornare sulle spiagge, sulle scogliere e sugli arenili, che rimangono interdetti. Si può accedere all’acqua invece per praticare attività sportive previste dall’ordinanza della Regione Liguria come windsurf, canoa o subacquea.

Parchi e passeggiate invece riaprono i loro cancelli, e si può accedere da oggi anche a corso Italia lato mare e Boccadasse, il lungomare cittadino di Genova, con uso di mascherina che, se fortemente raccomandato nelle aree al di fuori della proprietà privata, è obbligatorio per entrare nei giardini comunali, ville pubbliche, cimiteri, locali privati ad uso pubblico, locali adibiti ad attività commerciali, mezzi di trasporto pubblico. Le aree gioco resteranno interdette e i giochi per bambini cintati con il nastro bianco e rosso.

Veneto, Zaia: “Da oggi sorveglianza estrema”
“In questa prossima settimana, o dieci giorni, ci giochiamo il futuro“, ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel primo giorno di Fase 2. “Oggi – ha aggiunto – iniziamo un percorso di sorveglianza estrema, di grande preoccupazione per il rispetto delle regole, degli accorgimenti che sono stati suggeriti. Se ci fosse una recrudescenza dei ricoveri, nelle terapie intensive dobbiamo tornare a misure restrittive”.

Per questo il governatore manda un messaggio ai veneti, invitandoli alla prudenza e alla responsabilità: “Oggi 1,2 milioni di veneti tornano alle loro attività. Rispettiamo le norme, non pensiamo che l’emergenza sia alle spalle – ha scritto su Facebook – Bisogna che nei prossimi dieci giorni i numeri dei ricoveri e delle terapie intensive non risalgano, altrimenti si richiude, si torna alla casella di partenza. L’incoscienza di pochi non comprometta la libertà di tutti”.

Toscana, in 200mila tornano al lavoro. A Livorno protesta degli esercenti
Nel giorno in cui in Toscana 200mila persone tornano al lavoro, a Livorno commercianti, ristoratori e baristi protestano perché alle loro attività non è ancora consentito riaprire. In 200 si sono ritrovati alle 10.30 in piazza della Repubblica e poi hanno sfilato fin sotto al Comune per consegnare simbolicamente al sindaco Luca Salvetti le chiavi delle loro attività. “La consegna simbolica delle chiavi al sindaco – spiega un esercente – è un gesto che serve per cercare di dare un segnale alla politica di quelle che sono le nostre esigenze. In tanti di noi non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione e neanche il contributo di 600 euro promesso dal Governo”.

Lazio, al via 300mila test sierologici
Partono questa settimana nel Lazio 300mila test sierologici su operatori sanitari, Rsa, forze dell’ordine e farmacisti. “È la più grande indagine epidemiologica che verrà svolta nel nostro Paese – ha affermato l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, dopo l’approvazione della delibera – I campioni saranno tutti informatizzati e conservati presso la Bio-banca dell’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani” di Roma. L’adesione all’indagine “è individuale e volontaria”, chi si sottoporrà al test “dovrà essere informato della valenza e dei limiti del test sottoscrivendo l’autorizzazione all’utilizzo dei suoi dati e l’utilizzo ai fini di sanità pubblica”.

“Questi test non danno alcuna patente di immunità, ma servono a verificare come è circolato il virus in determinati contesti”, ha ricordato la task force della Regione.

Abruzzo, Confartigianato: “Valutiamo lo sciopero fiscale”
Anche gli artigiani abruzzesi protestano contro le restrizioni del governo che, anche nella seconda fase dell’epidemia, non permettono a molti lavoratori di riprendere le proprie attività. “Non ci fanno più lavorare e siamo costretti a non pagare più niente. Stiamo valutando se fare uno sciopero fiscale“, hanno fatto sapere il vice presidente, Luciano Di Marzio, e il segretario generale regionale, Daniele Di Marzio. Confartigianato chiede di “far riaprire tutte le attività artigiane, commerciali, industriali ed altre con decreto regionale in quanto il governo ha vietato la riapertura fino al 1° giugno 2020”.

Campania, al Cardarelli riparte l’attività ambulatoriale. Fotografi di cerimonie: “Abbandonati”
All’ospedale Caldarelli di Napoli sono riprese le attività ambulatoriali e tornano a crescere gli accessi al Pronto Soccorso, mentre il sindacato Usb parla di “situazione drammatica” a bordo di un treno della linea Circumflegrea, che collega i comuni dei Campi Flegrei con la stazione di Montesanto, dove, anche a causa della “mancanza di controlli”, le persone hanno viaggiato ammassate nelle carrozze.

Intanto, davanti alla sede della Regione, i ‘fotografi di cerimonie’ hanno protestato per la grave crisi in cui si trovano per effetto del virus e l’assenza di interventi a tutela della categoria. Alcuni esponenti della categoria hanno scritto una lettera aperta al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Il vero paradosso è che l’attività del fotografo non è mai stata ufficialmente fermata. Nessun Dpcm o decreto regionale ha disposto la chiusura degli studi fotografici. Una circostanza, questa, che ha escluso la categoria dalla possibilità di beneficiare di aiuti, ma che, in assenza di matrimoni o di qualsiasi altro genere di cerimonie vietate per legge, li ha messi nella condizione di dover chiudere ugualmente i propri studi, in quanto totalmente privi di clienti”.

Puglia, proposta di legge per salvare le feste patronali
L’associazione “Partner”, che mette insieme imprese di professionisti degli eventi, spettacoli e feste, ha inviato oggi in Regione una proposta di legge per mantenere in vita in Puglia le feste patronali, svolgendole in sicurezza e nel rispetto delle misure per l’emergenza coronavirus. L’associazione ha sintetizzato tutti gli aspetti che caratterizzano le manifestazioni, tenendo conto delle attività economiche che alle feste sono collegate: “Salvarle – spiega Salvatore Pagano, portavoce di Partner – significa dare un notevole contributo alla stagione turistica e ridare fiducia nella ripresa alle nostre comunità. La storia stessa ci insegna che nei momenti più difficili i nostri paesi si sono stretti proprio intorno a questi festeggiamenti. Il nostro intento in questa fase è proporre un progetto di ‘festa allargata’ in estate, provando a salvare simbolicamente più manifestazioni possibili. Anche per tale impegno stiamo cercando di far aderire al nostro intento sempre più società e professionisti, di tutta la regione”.

Basilicata, ok ad agricoltura e allevamenti non professionali, caccia e attività forestale: la nuova ordinanza
Con ordinanza del presidente Vito Bardi, la Basilicata si adegua al Dpcm per l’avvio della fase 2, con il venir meno di vari vincoli alla mobilità e alle attività delle persone. Oltre alle disposizioni nazionali per attività produttive e commerciali, trasporto pubblico locale, aree verdi e attività sportiva, il provvedimento prevede pure misure per l’agricoltura non professionale. Solo una volta al giorno e per non più di due componenti del nucleo familiare, è consentita sul territorio provinciale l’uscita per provvedere alla conduzione di fondi rustici di proprietà, piccoli poderi, terreni agricoli, orti e vigneti per i trattamenti fitosanitari, l’attività florovivaistica non professionale, la riproduzione vegetale e la coltivazione di colture agricole anche non permanenti ad uso familiare, nonché per la gestione e la cura degli animali qui custoditi.

In tutta la Basilicata sono consentite, circoscritte al Comune in cui si vive e nei Comuni confinanti, anche la caccia al cinghiale (in forma individuale), la raccolta di funghi, tartufi e asparagi e le attività legate alle aree forestali quali gli inventari e i servizi per la gestione delle aree forestali. Consentita anche la pesca sportiva.

Inoltre, Vigili urbani e forze dell’ordine hanno inaugurato il primo giorno della Fase 2 intensificando i controlli sulle strade di accesso alla regione, nelle stazioni e nei terminal bus di Potenza e di Matera, per sottoporre al tampone chi torna ed ottenere l’indirizzo della casa dove trascorrerà la quarantena di 14 giorni.

Calabria, locali non seguono la linea morbida di Santelli: in pochi riaprono
Nonostante la discussa ordinanza con cui la governatrice Jole Santelli ha permesso, tra le altre cose, a bar, ristoranti e locali con spazi all’aperto di fare servizio al tavolo, pochi sono coloro che hanno deciso di avviare la propria attività, anche a causa dell’incertezza creata dalla decisione del ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, di impugnare il provvedimento regionale.

A Cosenza, la città più vicina alle posizioni della governatrice in fatto di riaperture, sono pochi i locali che stanno lavorando. Ad aprire solo quelli più vicini agli uffici pubblici, al tribunale e agli uffici postali. Tutti comunque si sono adoperati per seguire le precauzioni di sicurezza.

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