La Bce non taglia i tassi. E non aumenta, al momento, le dimensioni degli acquisti di debito, ma si prepara a farlo. Mentre rilancia la liquidità alle banche, per favorire il credito all’economia. Sono le misure annunciate dall’Eurotower al termine dell’attesa riunione di politica monetaria. Decisioni che hanno almeno in parte deluso i mercati: chiusura in deciso calo per le principali Borse europee con Londra che perde il 3,43%, Parigi il 2,12% e Francoforte il 2,25%. Seduta ampiamente negativa anche per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha perso il 2,09%. Ma lo spread tra Btp e Bund, dopo aver sfiorato quota 240, ha invertito la rotta e chiuso restringendosi a 223 punti base. Il rendimento del decennale è in calo all’1,72%. Proprio sul differenziale è intervenuta in conferenza stampa la presidente della Bce, Christine Lagarde: “Abbiamo usato la flessibilità necessaria, e continueremo a farlo, credetemi“, ha ribadito. Rispondendo poi a una domanda proprio sullo spread italiano ha aggiunto: “Non tollereremo alcun rischio di frammentazione dell’Eurozona”. Un cambio netto di toni rispetto al 12 marzo scorso, quando nella prima conferenza stampa dopo l’inizio della crisi aveva dichiarato: “Non siamo qui a chiudere gli spread”.

Le Outright Monetary Transactions (Omt), ovvero il ‘bazooka’ anti-spread che può essere attivato facendo ricorso al meccanismo europeo di stabilità (Mes) da parte di un Paese, rimane nella cassetta degli attrezzi della Bce ma è il ‘Pepp’ – il quantitative easing per l’emergenza pandemica – lo strumento progettato per fronteggiare la crisi attuale. Lo ha spiegato chiaramente Lagarde in conferenza stampa. “Le Omt sono uno strumento che la Bce ha lanciato nel 2012, previsto in casi particolari che avessero potuto mettere l’Eurozona a rischio. Oggi la situazione è diversa, oggi lo strumento è il Qe pandemico, il cosidetto Pepp. In ogni caso le Omt rimangono nella cassetta degli attrezzi”.

La Banca centrale europea ha lasciato i tassi d’interesse invariati: il tasso principale resta fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%. Lagarde – ribadendo la “flessibilità che useremo pienamente” – osserva come nella fase attuale non servano ulteriori interventi: “Pensiamo che fra la massiccia liquidità assicurata, le Tltro riviste e l’allargamento dei collaterali, con tassi che già erano bassi, abbiamo la combinazione migliore per affrontare le circostanze attuali“.

Gli acquisti di debito – Il Quantitative easing per l’emergenza pandemica da 750 miliardi di euro, denominato Pepp e lanciato a marzo, andrà avanti “finché la Bce non giudica che la crisi del coronavirus sia finita, e in ogni caso fino a fine anno” e gli acquisti di debito “continueranno ad essere condotti in modo flessibile“. Significa che la Bce punta a comprare dove sale lo spread, come in Italia (tramite Bankitalia). La Bce, dunque, non rialza immediatamente il Pepp, come si aspettavano diversi osservatori. Ma si prepara a farlo: “Il consiglio direttivo – si legge nel comunicato di Francoforte – è del tutto pronto ad aumentare le dimensioni del Pepp e regolare la sua composizione, nella misura necessaria e per tutto il tempo necessario“. L’appuntamento è alla prossima riunione di giugno, salvo un peggioramento dell’emergenza.

La liquidità – La Bce ha invece “ulteriormente allentato” le condizioni delle aste Tltro3, e ha tagliato il tasso sulle aste da giugno 2020 a giugno 2021 a 50 punti base al di sotto del tasso medio sulle aste principali. Per le banche ‘virtuose’ in termini di credito erogato all’economia c’è di più: il tasso sarà “50 punti base al di sotto del tasso medio sui depositi prevalente nello stesso periodo”. Nascono infine i ‘Peltros’ (Pandemic Emergency Longer-Term Refinancing Operations): lo shock economico della pandemia, e i rischi di una stretta al credito che sarebbe fatale, fanno nascere una nuova serie di iniezioni di liquidità a lungo termine: sette operazioni che cominceranno questo maggio e saranno fra giugno e settembre 2021, a tasso fisso e piena aggiudicazione, con un tasso di 25 punti base al di sotto del tasso principale prevalente nel periodo.

“Pil Eurozona giù del 5-12%” – Il consiglio direttivo della Bce “s’impegna pienamente a fare tutto ciò che sarà necessario, nell’ambito del suo mandato, per sostenere tutti i cittadini dell’area euro in questi tempi così difficili”, ha detto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde in conferenza stampa. Ed “è più determinato che mai”, ha aggiunto, a sostenere l’economia dell’Eurozona usando tutta la flessibilità consentita nell’uso dei suoi strumenti. L’Eurozona infatti fronteggia “una contrazione economica di dimensioni e velocità senza precedenti in tempi di pace”, con un Pil che quest’anno potrebbe cadere fra il 5% e il 12% a seconda delle misure di contenimento e della risposta delle autorità per mitigare lo shock economico. Ci si attende una ripresa economica dell’Eurozona nel 2021.

“Bene l’accordo sul recovery fund” – La Bce accoglie positivamente le misure da 540 miliardi di euro concordate dall’Eurogruppo, vale a dire il fondo Sure, il potenziamento della Bei e l’accordo sul Mes, e sollecita un ulteriore “forte, e tempestivo sforzo per sostenere la ripresa“, ha proseguito Lagarde, spiegando che la Bce “guarda positivamente all’accordo per creare un recovery fund che fronteggi questa crisi senza precedenti”. Lagarde precisa che in questo periodo è necessario “uno sforzo ambizioso e coordinato”.

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