C’è differenza tra la solidarietà fine a se stessa, fatta perché altrimenti “sembra brutto”, e quella in cui si crede. E si sa, i sentimenti nelle logiche aziendali passano quasi sempre in secondo (o terzo) piano. Non è il caso di Ferrari, che da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria, sembra un mondo a parte. Anche gli altri hanno fatto il loro dovere, per carità: l’automotive si è mobilitata per intero, dando il proprio contributo di uomini e risorse. Ma da Maranello è arrivata forse una scintilla in più.

Vedere, come nella foto in apertura, il logo del Cavallino sulle valvole dei ventilatori polmonari prodotti insieme alla Siare Engineering, va oltre la simbologia. E, per certi versi, va oltre al salvare vite. Perché testimonia di una vicinanza alla gente: in primis ai lavoratori, e poi al territorio in cui opera.

A Maranello sono stati tra i primi a utilizzare lo smart working, e fermare le linee di montaggio. Senza tuttavia rinunciare a riconvertire la produzione in dispositivi sanitari salvavita. Al contempo, come previsto dal piano Back on Track (Ritorno in Pista, un nome benaugurale), predisponendo un pacchetto di misure per tutelare i dipendenti e i loro familiari, quando le attività riprenderanno. Test sierologici, già in atto, prima del rientro in fabbrica. Ma anche una app (per chi deciderà di attivarla) che monitora lo stato di salute poi, secondo protocolli messi a punto da una squadra di virologi tra cui il professor Burioni.

Dicevamo poi del territorio, a cui sono state destinate risorse per due milioni di euro. Oltre a produrre valvole per ventilatori, Ferrari ha supportato il Policlinico di Modena (come pure gli ospedali di Sassuolo e Baggiovara) con attrezzature e test sierologici e molecolari per la prevenzione del contagio. Contestualmente fornirà un’auto medica all’Azienda USL di Modena, per il servizio di emergenza territoriale e contribuirà all’acquisto di buoni spesa e alla fornitura di generi di prima necessità alle famiglie più bisognose di Maranello.

Un occhio di riguardo anche per i ragazzi che non possono più seguire le lezioni in classe. Nei comuni di Maranello, Fiorano e Formigine verranno donati alle scuole elementari e medie notebook, tablet e modem portatili per la formazione a distanza, che rimarranno in dote agli istituti anche quando l’emergenza sarà rientrata.

Il tutto, con un esempio venuto dall’alto. Con presidente, amministratore delegato e membri del consiglio d’amministrazione che rinunciano ai propri compensi fino a fine anno, seguiti dal top management, che lascerà sul tavolo il 25% dei propri emolumenti per lo stesso periodo. Un esempio a cui anche altri, politici in primis, dovrebbero ispirarsi.

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