L’agenda del Presidente della Regione della Toscana Enrico Rossi ha una data cerchiata in rosso: lunedì 27 aprile. Entro quel giorno il governatore è convinto di poter firmare un’ordinanza regionale che preveda la riapertura di due settori considerati strategici per la Toscana soprattutto per l’export: la moda (che vale il 30% del Pil regionale) e la metalmeccanica. Dopo le pressioni di Confindustria Toscana, con tanto di bandiere a mezz’asta e minacce di “proteste eclatanti”, la giunta regionale sta provando a convincere il governo a rivedere i codici Ateco e allentare il lockdown per questi settori prima del 4 maggio. E la conferma arriva direttamente dall’assessore allo Sviluppo Economico, Stefabo Ciuoffo: “Come Regione Toscana non abbiamo la competenza per riaprire autonomamente – dice a ilfattoquotidiano.it – ma stiamo perdendo 800 milioni di Pil a settimana e il governo dovrà tenere conto delle specificità regionali: per noi il settore della moda, per fare solo un esempio, è fondamentale e quindi chiediamo che possa riaprire prima di maggio”.

Nel frattempo la Toscana è la quinta regione più colpita d’Italia con 7.527 casi totali e, sebbene il numero di positivi cresca sempre meno, è la terza regione dopo Piemonte e Liguria per aumento di nuovi casi (+1,9%). Ma Regione e industriali preferiscono muoversi d’anticipo rispetto alle nuove disposizioni delle autorità sanitarie nazionali: “Prima viene sempre la salute – ci tiene a precisare Ciuoffo – ma la situazione in Toscana sta migliorando giorno dopo giorno e dobbiamo iniziare a riaprire i settori strategici in maniera sicura e rispettando tutte le norme sanitarie”. Secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, la Regione si è data meno di una settimana di tempo per individuare tutte le nuove norme per riaprire: entro sabato dovrebbero essere pronte, così che già dalla prossima settimana possa iniziare il lavoro di “moral suasion” nei confronti del governo per sbloccare nuovi settori prima di maggio.

Per questo la Regione ha aperto un tavolo di “concertazione” con sindacati e imprese per decidere le norme di sicurezza della possibile riapertura. La prima riunione operativa si è tenuta martedì in video conferenza tra il sindaco di Prato Matteo Biffoni e le parti sociali: le imprese hanno sottolineato l’importanza di riaprire il prima possibile e durante la video conferenza si è iniziato a parlare delle regole per farlo in sicurezza, che poi saranno sottoposte alla Regione in tempi brevi. Nel frattempo Rossi e Ciuoffo ne hanno già individuate alcune che potrebbero riguardare i settori della moda e metalmeccanico: la distanza di 1,8 metri tra un lavoratore e l’altro, le mense delle aziende dovranno rimanere chiuse e soprattutto i turni dovranno essere diversi, con una turnazione più frequente e meno lavoratori per fascia oraria così da evitare assembramenti. Un’altra condizione ineludibile sarà quella di fare test sierologici a tutti i lavoratori entro la fine del mese per evitare nuovi contagi ed è anche per questo martedì è stato firmato un accordo tra Regione e istituti privati che prevede 400mila test sierologici per i lavoratori a rischio.

Questa nuova strategia della Regione Toscana arriva dopo una Pasqua e Pasquetta caratterizzate dalle proteste di Confindustria: sabato, nelle sedi di Pistoia, Prato e Lucca, le bandiere di Italia e Unione Europea sono state issate a mezz’asta in segno di protesta e gli industriali toscani non hanno escluso “azioni eclatanti”, come il blocco dell’autostrada o della rete ferroviaria, se il governo deciderà di non riaprire le fabbriche prima del 4 maggio. Una protesta sembra aver ottenuto l’obiettivo di mobilitare la Regione, mentre i sindacati protestano: “Quando riaprire le imprese non lo decide Confindustria, ma il Governo con l’ausilio della Comunità Scientifica – attacca il segretario della Fiom Cgil Toscana, Massimo Braccini – Siamo tutti preoccupati da questa pandemia che è una tragedia umana dalle proporzioni epocali, e Confindustria Nord Toscana non trova di meglio che issare le bandiere a mezz’asta sia dell’Italia che dell’Unione Europea. Ci sembra una forzatura indebita, irrispettosa delle migliaia di vittime che il nostro paese sta subendo”. Secondo la Fiom Toscana, bisogna evitare di farsi prendere dalla fretta e riaprire in sicurezza: “Il punto in questa fase non è quando, ma come riaprire – conclude Braccini – Le fabbriche dovranno organizzarsi e lavorare in modo diverso, con precisi dispositivi di sicurezza, ma qualsiasi accordo va applicato a seguito delle decisioni del governo”.

Twitter: @salvini_giacomo

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