L’hanno detenuto illegalmente, ora dovrà essere liberato con urgenza. La vicenda di Giacomo Sy, nipote dell’attore Kim Rossi Stuart, in mezzo a mille travagli sembra avere avuto un temporaneo lieto fine. Il ragazzo affetto da disturbo bipolare è detenuto da dieci mesi nel carcere di Rebibbia a causa della mancanza di posti nelle Rems (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza),ovvero le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari. È stata la Corte europea dei diritti dell’uomo ad accogliere la richiesta di misure urgenti per la sua immediata liberazione. La notizia è stata data dalla sua mamma, Loretta Rossi Stuart, che ha lottato per questa battaglia di giustizia grazie all’appoggio della garante dei detenuti Gabriella Stramaccioni e alle avvocatesse Valentina Cafaro e Giulia Borgna dello studio legale Saccucci and Partners.

“La notizia arriva nel momento più buio della sofferta storia di illegale detenzione di mio figlio, con la minaccia del contagio e il deprecabile sovraffollamento delle carceri”, ha spiegato la Rossi Stuart riferendosi al dramma della diffusione del coronavirus all’interno delle carceri italiane. Infatti negli ultimi tempi i colloqui sono stati sospesi e non rimpiazzati da telefonate o collegamenti Skype regolari, tanto che la donna non ha notizie del figlio da 16 giorni. Alcuni mesi fa la donna aveva raccontato la storia del figlio ai giornali. “Giacomo ha 25 anni e la passione del pugilato e del rap”, ha spiegato a Repubblica nel novembre 2019-, “non è un criminale ma un ragazzo bipolare che appena tocca la droga va fuori di testa. Ho fatto il possibile come madre ma non sono riuscita a fare anche il padre”. Giacomo era finito in carcere per un furto di 60 euro compiuto sotto effetto di stupefacenti.

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