La “maledizione dei Kennedy” continua. La morte in mare di Maeve Kennedy, nipote di Bob, e di suo figlio Gideon, pronipote dell’ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti (i cui corpi sono stati recuperati nelle scorse ore nella baia di Chesapeake tra il Maryland e la Virginia – link) sono solo gli ultimi tasselli di quella che in Usa viene definita fin dagli anni sessanta una perdurante e predestinata “maledizione”. Non parliamo solo dei decessi spesso violenti di alcuni membri in vista della famiglia. Ma di vere e proprie improvvise disgrazie che spesso si ripetono nelle dinamiche degli incidenti che portano alla morte i loro protagonisti. Generazione dopo generazione. Decennio dopo decennio. Oramai ininterrottamente da oltre mezzo secolo.

Famiglia di origine irlandese emigrata negli Stati Uniti fin dai primi dell’ottocento, i Kennedy si stabilirono sulla costa est del paese e il capostipite in terra americana, Patrick, divenne un imprenditore di successo. Suo figlio, anche lui di nome Patrick, nonno del presidente JFK, ebbe una formazione scolastica di discreto livello e nel 1884 fu eletto deputato dello stato del Massachussetts per ben cinque volte. Da qui prende l’avvio del prestigio politico dei Kennedy nel partito democratico. Joseph “Joe” Kennedy, figlio di Patrick, diventerà poi ambasciatore degli Stati Uniti sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt tra i 1938 e il 1940 e sposerà Rose, a sua volta figlia del sindaco di Boston. Joe e Rose avranno nove figli e più di trenta nipoti. Tra i nove eredi ci sono John Fitzgerald, Bob e Ted, tutti a vario titolo con incarichi istituzionali cruciali per la vita politica statunitense tra anni sessanta e settanta.

La cosiddetta maledizione, che toccherà oltre venti membri della famiglia, ha però inizio già negli anni ’40. Nel novembre del ’41 Joseph tenta di curare la figlia 23enne Rosemary facendola lobotomizzare per freddare la sua esuberanza sociale e sentimentale. La ragazza finirà per perdere ogni facoltà autonoma di parola e di vita e verrà come nascosta in ospedali psichiatrici per decenni fino alla morte avvenuta nel 2005. Nel 1944 inizia la maledizione legata al filone degli incidenti aerei dei Kennedy con il primogenito Joseph che muore mentre sta pilotando un aereo da guerra che esplode improvvisamente in volo sui cieli inglesi. Nel 1948 sarà Kathleen Agnes, la quartogenita a perire assieme al marito in un altro incidente aereo sui cieli francesi. Nel 1955 è il turno del suocero di Bob, marito di Ethel, a morire in un incidente aereo in Oklahoma.

Nell’agosto del ’63 il terzo figlio di JFK e della first lady Jacqueline muore a causa di una rara malattia polmonare, senza dimenticate che la signora Kennedy aveva abortito nel 1955. Il 22 novembre 1963 è il momento dello shock mondiale: l’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy a Dallas. A cui seguirà nel 1968 l’omicidio del fratello Bob, in corsa per la Casa Bianca dopo aver vinto le primarie del partito democratico. Anche il terzo fratello che ha fatto politica, Ted, finirà invischiato in un paio di eventi di morte davvero sinistri: nel 1964 sopravvive ad uno schianto aereo che vede diversi deceduti e nel 1969 rimane illeso dopo uno strano incidente dove la sua auto finisce giù da un ponte. Lui si salva, ma la ragazza in macchina con lui muore annegata. Dopo il primo incidente fu proprio Bob ad evocare una sorta di iattura che accompagna la famiglia affermando: “Somebody up there doesn’t like us” (“A qualcuno lassù non piacciamo”). Esclamazione rievocata dopo lo strano incidente del ’69 dallo stesso Ted.

La maledizione continua anche negli anni settanta, ma è nel 1984 che il figlio del defunto Bob, David, muore in una stanza d’albergo di Palm Beach in Florida a 29 anni. David era stato oltretutto salvato in extremis dal padre nel giugno del ’68 quando aveva rischiato di morire affogato in mare. Nel 1997 Michael Lemoyne Kennedy, figlio di Robert e Ethel Kennedy, nipote di JFK, Bob e Ted, muore in un incidente sciistico ad Aspen in Colorado. Ma è nel 1999 che la maledizione dei Kennedy tocca l’apice diventando definitivamente un caso mondiale di disgraziata predestinazione alla morte in giovane età. Il figlio di JFK, John Jr., quello che tutti ricorderanno col capottino a mezza gamba mentre sta sull’attenti di fronte al passaggio della bara del padre nel 1963, muore a 38 anni in un incidente aereo assieme alla moglie Caroline e alla cognata, proprio mentre stanno per raggiungere l’isola di famiglia, Martha’s Vineyard dove si sarebbe dovuto tenere il matrimonio della cugina Rory.

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