La Corte dei Conti indaga sulla vicenda della maxi-partita di “mascherine fantasma”, commissionata dalla Regione Lazio a una piccola società italo-cinese dei Castelli romani e mai arrivate a destinazione. Nel frattempo, i consiglieri di centrodestra stanno studiando un esposto da presentare “a giorni” in Procura e chiedono in coro le dimissioni del capo della protezione civile regionale, Carmelo Tulumello. Il caso è quello dei 9,5 milioni di dpi, dispositivi di protezione individuale ordinati fra il 16 e il 20 marzo scorso dall’Ente guidato da Nicola Zingaretti al prezzo complessivo di ben 35,9 milioni di euro. Affidataria della commessa “per le vie brevi” – come previsto dai decreti di emergenza – è la società EcoTech srl, con sede a Frascati, vicino Roma, e con un socio al 49%, Pan Hongyi, operante in Cina. Si tratta per lo più delle famigerate mascherine ffp2 e ffp3, dispositivi professionali da destinare agli operatori sanitari che operano in ospedali e cliniche, in un territorio dove sono oltre 150 i medici contagiati. La prima partita sarebbe dovuta arrivare dalla Cina già il 18 marzo, ma nonostante la Regione abbia anticipato circa 11 milioni di euro, al deposito dei vigili del fuoco della Cecchignola le mascherine non si sono viste. Il procuratore regionale della Corte dei Conti, Andrea Lupi, ha disposto nella mattinata di mercoledì l’apertura di un fascicolo che curerà personalmente, in tandem con il magistrato Alfio Vecchio.

La Regione dà altro tempo alla EcoTech in cambio di una polizza – La Regione Lazio in queste ore sta cercando di correre ai ripari. I vertici operativi della EcoTech sono stati convocati nella sede dell’agenzia regionale della protezione civile. Alla fine, nonostante le revoche formali, è stato deciso di concedere alla società altro tempo per completare la propria commessa, con scadenza rinviata al 17 aprile. Un mese esatto dalla prima scadenza, quando la fornitura doveva essere pronta in 48 ore. In caso di ulteriore inadempimento, fanno sapere dalla Regione, “è stata stipulata una polizza assicurativa che consentirà di recuperare la somma già anticipata”. Anche perché, come confermato dalla stessa EcoTech, il cospicuo anticipo versato dalla Regione “è già stato versato ai fornitori in Cina”. Dunque, sarebbe impossibile rientrarvi, con conseguente rischio del riconoscimento di un danno erariale.

La EcoTech si giustifica: “Problemi con i voli charter” – A sentire gli uffici, però, il materiale “esiste e si trova bloccato in Cina”. Secondo quanto comunicato dall’Ente regionale, infatti, la società avrebbe presentato certificazioni Sgs che documentano la disponibilità nei magazzini cinesi di circa 20 milioni di mascherine, dunque circa il doppio di quanto richiesto dagli uffici di via Cristoforo Colombo. Parte di questi dispositivi sarebbero destinati anche alla Regione Veneto. “Ci sono stati problemi con i voli charter – è stata una delle giustificazioni fornite dalla EcoTech a ilfattoquotidiano.it – In questa situazione di crisi internazionale, questi finiscono all’asta e vengono prenotati anche all’ultimo minuto da chi offre di più”. Questione ovviamente tutta da verificare e che, nel caso, sarà oggetto di approfondimenti, visto che Tulumello aveva annunciato il trasferimento degli atti ai magistrati. La società di Frascati, tuttavia, ci tiene a precisare: “Non siamo dei truffatori, non abbiamo fregato nessuno: ci siamo e ci prendiamo le nostre responsabilità”.

“EcoTech partner di 3M”, ma alla multinazionale dei Post-it non risulta – Restano molti dubbi, sollevati dalle opposizioni, sui criteri di scelta della società “intermediaria”, che solo di recente ha modificato la sua mission, fino a poche settimane fa indirizzata alla sola vendita di lampade led di design. La Regione dice che la EcoTech si è proposta come intermediaria e che ha dimostrato di essere partner della holding svizzera Exor e distributore ufficiale della 3M, altra multinazionale famosa per i post-it ma impegnatissima in dispositivi medici. La Exor non ha ancora risposto alle nostre richieste di verifica. La 3M invece specifica che “EcoTech non risulta presente nel nostro elenco partner e distributori” mentre “esiste un nostro fornitore con lo stesso nome e ragione sociale, ma ha sede a Cesena”. La 3M spa poi specifica che “la nostra azienda è impegnata in continue forniture di milioni di mascherine alla protezione civile nazionale, di cui ci approvvigioniamo giornalmente e direttamente senza l’ausilio di intermediari”.

Due psicologhe a capo della società, una residente a Miami – Dagli approfondimenti effettuati da ilfattoquotidiano.it, emerge che il 51% di EcoTech è assegnato alla Propter Hominem srl, con capitale sociale di 500 euro equamente diviso fra due psicologhe: l’amministratrice unica di EcoTech, Anna Perna, nata a Capua (Caserta) e residente a Santa Marinella (Roma), e Federica Marzia Pellegrino, che ha uno studio a Grottaferrata (Roma) ma risulta essere residente a Miami Beach, in Florida. “Non ho idea di come venga condotta la società – ha affermato la dottoressa Pellegrino, raggiunta telefonicamente – il mio è stato solo un piccolo investimento”. Le visure effettuate portano la data del 7 aprile, ma dalla società spiegano che “ci sono dei ritardi nell’aggiornamento camerale”, sui quali però non vengono forniti dettagli.

La Lega invoca le dimissioni. La Regione: “Non è una truffa, quereliamo” – Come detto, le opposizioni stanno andando all’attacco. Chiara Colosimo, la consigliera di Fratelli d’Italia che ha scoperchiato il calderone, ha trasferito le carte a un legale per valutare la possibilità di presentare un esposto in Procura. Dall’altra parte, la Lega in Regione Lazio chiede le dimissioni del capo della protezione civile regionale, Carmelo Tulumello. La Regione Lazio però si difende. “Ribadiamo che non si tratta di truffa, è una bufala politica”, si legge in una nota ufficiale: “Ad oggi la Protezione civile del Lazio ha affidato contratti per oltre 20 milioni di mascherine di differenti tipologie (circa il doppio della commessa definita “fantasma”, ndr) di cui oltre 6 milioni già consegnate ai presidi sanitari regionali”. Non solo: “La Regione Lazio ricorrerà alle vie legali per tutelare la propria immagine e donerà il ricavato ad incremento del fondo per la ricerca del vaccino”.

*Aggiornato da redazione web alle ore 10 del 9 aprile 2020

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