“Toni inopportuni” perché la “libertà di espressione e il diritto di critica sono valori fondamentali del nostro Paese” e nel pieno dell’emergenza globale “il compito di controllo e di analisi della libera stampa rimane più che mai essenziale”. Il ministero degli Esteri e della Difesa, guidati da Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, prendono posizione di fronte all’attacco al quotidiano La Stampa e ai toni usati dal portavoce del ministero della Difesa di Mosca. “Nell’essere grati per tale manifestazione concreta di supporto – sottolineano i due ministeri – non si può, allo stesso tempo, non biasimare il tono inopportuno di certe espressioni utilizzate”.

Il caso è nato tre articoli del quotidiano torinese, firmati dal giornalista Jacopo Iacoboni, nei quali si dà conto della portata degli aiuti medico-militari arrivati dalla Russia nella zona di Bergamo e sui timori che dietro la spedizione si celi anche una “raccolta di intelligence militare”. Dopo una prima nota dell’ambasciatore in Italia, giovedì è stata la volta del rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, che si è scagliato contro La Stampa accusandola di fare “propaganda antisovietica”. Quindi l’attacco: “Per quanto concerne i committenti veri della campagna mediatica russofoba di La Stampa, che ci sono noti, consigliamo loro di imparare un’antica saggezza: Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima). O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back”.

Accuse di fronte alle quali sono arrivate le repliche della Fnsi, quindi della Farnesina e della Difesa. “La libertà di espressione e il diritto di critica – scrivono in una nota congiunta i ministeri – sono valori fondamentali del nostro Paese, così come il diritto di replica. In questo momento di emergenza globale il compito di controllo e di analisi della libera stampa rimane più che mai essenziale”.

L’Italia “non può che essere riconoscente” nei confronti della solidarietà internazionale, si legge nella nota: “Materiali e capacità giunte dalla Russia (anche a seguito di un contatto tra il presidente Conte e il presidente Putin), così come i contributi inviati da tutti gli altri Paesi amici, sono stati ampiamente descritti e documentati con la consueta trasparenza da parte delle istituzioni”. “Si ribadisce, pertanto, che il team sanitario russo, arrivato in Italia lo scorso 22 marzo, lavora in sinergia con il personale della Difesa italiana e del Ministero della Salute – ricordano Esteri e Difesa – Il contingente russo è composto di 104 unità, nello specifico 32 operatori sanitari (tra medici e infermieri), 51 bonificatori e altro personale di assistenza e interpretariato a supporto”. Insieme ai militari dell’Esercito, i russi hanno avviato “l’attività di sanificazione in alcune strutture e aree di Bergamo” in particolare “in favore delle Residenze Sanitarie Assistenziali, che come noto si trovano particolarmente esposte, in quanto ospitano pazienti anziani e più fragili”.

Mentre i materiali inviati, sostengono i ministeri, sono “150 ventilatori polmonari (già in parte donati all’ospedale Giovanni XXIII e all’ospedale presso la Fiera di Milano), 330mila mascherine, 1.000 tute protettive, 2 macchine per le analisi di 100 tamponi rapide, 10mila tamponi veloci, 100mila tamponi normali, un laboratorio di analisi, 3 complessi per la sanificazione di mezzi e ambienti e 3 stazioni di sanitizzazione per ampie superfici”.

“Nell’essere grati per tale manifestazione concreta di supporto – sottolineano però i due ministeri – non si può, allo stesso tempo, non biasimare il tono inopportuno di certe espressioni utilizzate dal portavoce del Ministero della Difesa russo nei confronti di alcuni articoli della stampa italiana”. La libertà di espressione e il diritto di critica, conclude la nota, “sono valori fondamentali del nostro Paese, così come il diritto di replica, mantenendosi entrambi dentro canoni di correttezza formali e sostanziali”.

L’Associazione Stampa Subalpina e la Federazione nazionale della Stampa italiana hanno espresso “preoccupazione e sdegno per il grave attacco”: “Ricordiamo al ministero della Difesa russo che nel nostro Paese, in Europa e in democrazia non sono ammissibili intimidazioni ai professionisti dell’informazione e limiti al diritto di espressione”. Il direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, ha invece replicato a Konashenkov ricordando che “il nostro giornale ha descritto gli aiuti russi all’Italia contro la pandemia al pari di quelli giunti da altri Paesi: come una dimostrazione di amicizia e solidarietà in un momento drammatico di difficoltà per il Paese”.

Al tempo stesso, sottolinea, “alcuni nostri articoli hanno riportato dubbi e perplessità, italiane e non, sulla possibile presenza nella missione russa di militari impegnati in missioni di intelligence. Si tratta di due aspetti della stessa notizia che i nostri giornalisti hanno affrontato con pari professionalità”. Definendo “dispiaciuto” e “sorpreso” che “tale esempio di libertà di informazione abbia suscitato la forte irritazione del ministero della Difesa russo”, Molinari si dice convinto che “la forza del legame fra Italia e Russia, testimoniato dall’attuale cooperazione contro il virus, non possa essere indebolito dal lampante mancato rispetto per il diritto di cronaca che traspare dagli espliciti insulti ricevuti”. Critico anche l’Ordine dei giornalisti del Lazio che esprime “piena solidarietà” Iacoboni “per il minaccioso attacco ricevuto del rappresentante del Ministero della difesa russo, lesivo di uno dei principi cardine di uno stato democratico: la libertà di stampa – scrive in una nota il Consiglio laziale – Un principio, questo, più volte calpestato dalle autorità russe”.

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