Durante la messa in onda del grande evento benefico “Musica Che Unisce” su Rai Uno con la presenza di alcuni degli artisti della musica italiana a sostegno della Protezione Civile, sui social è scoppiata una polemica. Proprio in quel momento Cristina D’Avena, da casa sua, ha acceso la diretta Instagram per rispondere alle domande dei suoi fan. Una sostenitrice ha chiesto come mai non fosse nel cast di “Musica Che Unisce”. La cantante non si è tirata indietro e ha detto: “Non sono stata contattata e mi dispiace molto, perché avrei cantato anche io e contribuito con molta umiltà a questo progetto, per aiutare chi ha bisogno in questo momento di emergenza. Avrei cantato le mie canzoni che uniscono tutti grandi e piccini, mi è dispiaciuto veramente tanto. Speriamo che mi chiamino un’altra volta”.

Contemporaneamente l’artista ha affidato a Twitter una versione “ufficiale” dello sfogo: “In questo momento così delicato avrebbe fatto piacere anche a me partecipare all’iniziativa insieme ai miei colleghi. Sarebbe stato un ottimo modo per dare, nel mio piccolo, un contributo attraverso la mia musica che unisce da sempre ‘i bambini di tutte le età’, aprendo i cuori e cercando di distogliere i pensieri da questa situazione così difficile”.

Sui social si sono scatenati i sostenitori della D’Avena e chi, invece, ha ritenuto che fosse fuori luogo. C’è chi ha scritto: “In una serata così sentirla cantare ‘Mila e Shiro’, anche no, grazie! (e sono grande fan dei cartoni animati)” oppure “Che vada a quel paese, fare polemica stasera è vergognoso” e infine “Ma serve? Se facevamo partecipare tutti i cantanti italiani finivamo a Capodanno”. Dall’altra parte c’è stato chi l’ha difesa: “Avrebbero dovuto coinvolgere anche te, sarebbe stato bello”, “E avrebbe fatto piacere anche a me e ad un sacco di persone. Manca il tuo bellissimo cuore in questa serata”, “Non c’era persona più adatta di te a partecipare a questo programma”.

Da parte degli organizzatori dell’evento (per ora) nessuna replica, anche perché il programma è durato quattro ore, senza interruzioni pubblicitarie, il cast era numeroso e non tutti sarebbero riusciti a cantare.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Donatella Rettore: “Non morirò, almeno non subito”. E Mara Venier commenta: “Te voio bene”

next