Aiuti inviati all’Italia per combattere l’emergenza Covid-19 e tentare così di rompere l’isolamento del Cremlino. Se sul piano interno la pandemia di coronavirus può avere per la Russia conseguenze gravissime, sulla scena internazionale si sta paradossalmente rivelando un momento favorevole per rimettere in questione gli equilibri politici consolidati e guadagnare la ribalta in Occidente, prestando soccorso alla Lombardia colpita dal contagio. Anche se Mosca, per bocca dell’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov, sostiene che l’aiuto russo non è “oggetto di mercanteggiamenti” o “pagamenti di conti”, alludendo all’ipotesi da lui smentita di revoca delle sanzioni europee, l’esperto militare russo Aleksandr Golts ha spiegato a ilfattoquotidiano.it che gli aiuti, pur molto utili, funzionano anche come “propaganda diretta soprattutto ai russi per dire che in Occidente va tutto male, mentre da noi è tutto sotto controllo”. Senza dimenticare che quegli aiuti potrebbero anche essere strumentalizzati in chiave geopolitica. Sul fronte interno, Putin intanto proclama una settimana di stop dal 25 marzo all’8 aprile e impone una oligarc-tax per pagare la crisi sanitaria, mentre con una vistosa tuta gialla il 24 marzo ha visitato l’ospedale per il Covid-19 a Mosca per mostrarsi in buona salute e rassicurare la popolazione sull’epidemia in corso. Prima di lui, soltanto Xi Xinping l’aveva fatto nel mezzo dell’emergenza.

Pandemia e potere – In Russia, dove i casi di contagio stanno aumentando rapidamente, con 840 casi e due decessi confermati, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato il 25 marzo in un discorso molto atteso “una settimana di ferie” nazionale dal 28 marzo al 5 aprile per fronteggiare la minaccia di coronavirus e ha raccomandato ai russi di stare a casa. Il leader del Cremlino ha anche rinviato a data da destinarsi il voto popolare sulla nuova Costituzione fissato inizialmente per il 22 aprile. La Carta modificata prevede la possibilità per il presidente di ricandidarsi per il quinto e il sesto mandato nel 2024 e rimanere così al potere fino al 2036. Il voto popolare però avrà un significato puramente simbolico, visto che, come ha dichiarato la stessa presidente della Commissione elettorale centrale russa Ella Pamfilova, gli emendamenti sono già stati approvati. Quindi il rinvio della data del voto, ha scritto su Twitter anche il senatore Alexei Pushkov, non cambia carte in tavola. Nonostante lo stop nazionale a tutte le attività non essenziali, il Cremlino ha fatto passare il messaggio che in Russia, rispetto a tanti Paesi, è tutto sotto controllo, quindi il Paese si può permettere atti di generosità come quello nei confronti dell’Italia.

Gli aiuti all’Italia – Il giorno dopo la telefonata del 21 marzo tra Putin e il premier italiano Giuseppe Conte, che ufficialmente ha dato il via alla missione russa su richiesta della parte italiana, gli aerei dell’aeronautica militare con attrezzature per diagnosi e disinfezione – in tutto in Italia sono arrivati 15 voli speciali – hanno cominciato ad atterrare a Pratica di Mare. La colonna dei mezzi dell’esercito russo con più di 120 medici militari, tra cui 66 membri delle Forze di protezione nucleare, biologica e chimica (NBC), ha raggiunto nella mattinata del 26 marzo Bergamo, dove presterà aiuto, come è stato deciso durante le consultazioni con i vertici militari e della Protezione Civile italiani nei giorni precedenti. La marcia è stata presentata dai media russi, in particolare dal canale TV Zvezda gestito dal ministero della Difesa russo, come “un ingresso trionfale di salvatori” salutato con entusiasmo dagli italiani che si affrettavano a sostituire sulle proprie case le bandiere europee con quelle della Federazione. “Ecco l’apogeo dell’isolamento russo, l’apoteosi della ‘minaccia russa’, l’anatomia della ‘mano del Cremlino’”, ha ironizzato su Facebook la rappresentate ufficiale del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Le autorità hanno smentito con fermezza le indiscrezioni che parlavano degli aiuti, peraltro poco utili, come un pretesto per “infiltrarsi” in Occidente, rispondendo con liste dettagliate di attrezzatura e materiale inviato. Secondo l’ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano ci sono anche 600 ventilatori meccanici. L’ambasciatore Razov ha dichiarato in un’intervista all’Agi che i ventilatori sono alcune decine. Probabilmente si riferiva solo a una parte del carico di ventilatori, ha spiegato una fonte diplomatica italiana al Fatto.it. Secondo la fonte, tra gli altri materiali inviati dai russi ci sono 326 400 mascherine, 1000 tute protettive, 2 macchinari per analisi di 100 tamponi in 2 ore, 10mila tamponi a risposta veloce (in due ore), 100mila tamponi normali.

“Aiuti all’Italia? È propaganda per rassicurare i russi” – “L’Italia ha bisogno dell’aiuto sanitario per la disinfezione degli spazi, ha bisogno dell’aiuto medico primario, e in questo senso l’aiuto medico russo può essere molto tempestivo”, ha commentato al Fatto.it l’esperto militare russo Aleksandr Golts. Secondo Golts le voci sul rischio di spionaggio da parte dei militari russi dispiegati sul territorio italiano, “sono in cattiva fede”. “I medici russi non stanno andando alla base militare di Vicenza, ma a Bergamo dove la situazione è difficile e dove non ci sono strutture militari”, ha detto l’esperto. “Certamente c’è un fattore di propaganda e di una certa pressione geopolitica, e la propaganda è diretta soprattutto sulla popolazione russa per dire che all’Occidente le cose vanno male e lo stiamo aiutando, mentre da noi è tutto sotto controllo”. L’esperto russo non è stupito dalla celerità dell’invio della missione russa perché, come spiega, dai resoconti sui media si deduce che le forze di protezione NBC siano state mobilitate almeno da inizio marzo. Per la Russia poi, aggiunge Golts, 100 persone mandate in Italia non sono una risorsa importante, considerata la vastità del Paese, ma a Bergamo possono essere un aiuto fondamentale.

Mentre in Italia fanno discutere gli aiuti russi, in Russia non convincono le misure annunciate da Putin per contrastare il coronavirus, e alcuni media hanno parlato di una “vacanza al posto della quarantena”. L’economista Andrej Illarionov, in passato alleato di Putin e ora uno dei sui oppositori, ha scritto nel suo blog sulla radio Echo di Mosca che la “settimana festiva non solo non fermerà la diffusione dell’epidemia, ma non farà altro che darle una spinta”. “Non servono le ferie, ma la quarantena”, ha sostenuto Illarionov. Ma, evidentemente per scongiurare tale scenario, a Mosca il sindaco Sergej Sobjanin ha decretato di chiudere per una settimana ristoranti, bar, parchi e negozi tranne gli alimentari. Decisioni prese in ordine sparso anche in diverse regioni russe.

La sorpresa del discorso di Putin sul coronavirus sono state invece le misure economiche annunciate per rimpinguare le casse dello Stato in vista degli aiuti alle famiglie e alle persone che soffriranno le conseguenze economiche della pandemia. Come? Colpendo i russi più ricchi. Al centro la oligarc tax, tassa del 15% sui capitali che dalla Russia vengono trasferiti all’estero nonché l’introduzione di una tassa del 13% (equiparata dunque a quelle sul reddito) sugli interessi generati da investimenti finanziari (ma solo se il capitale investito è superiore a 1 milione di rubli, ovvero circa 12 mila euro al cambio attuale). “Oggi due terzi di questi soldi, e si tratta essenzialmente di entrate di persone ben precise, sono soggette a un’aliquota fiscale di appena il 2% in virtù dei vari trucchi della cosiddetta ‘ottimizzazione”, ha detto il leader del Cremlino. Per gli esperti si tratta di una misura populista, sul tavolo da tempo in attesa del momento migliore. L’imposizione sugli investimenti finanziari, invece, secondo le analisi di alcuni economisti, potrebbe colpire la classe media anti-Putin.

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