Va detto con la brutale onestà che il momento richiede: il mondo si avvia verso una Grande Depressione, per via del Coronavirus. Nulla di paragonabile alla crisi finanziaria del 2008-2009, né tantomeno al temporaneo blocco, un blip, seguito agli attentati di AlQaeda dell’11 settembre 2001. Per trovare precedenti simili all’attuale schianto dell’attività produttiva e del commercio globale, della distribuzione di merci e di tutte le filiere produttive, bisogna risalire a novanta anni fa, appunto, anche se il tessuto dell’economia reale è intaccato oggi mortalmente molto più di quanto non accadde quando nel 1929 si scatenò la Grande Depressione.

Ora le cose vanno peggio. Nazione dopo nazione, lo shutdown prende il sopravvento ovunque. La California, quinta economia del mondo per Pil, è chiusa. In Italia, l’impatto dell’epidemia di Covid19 rischia di essere pesantissimo. Le stime di Ref Ricerche indicano un calo a candela del Pil nel primo semestre a -8,0%, contrazione da scenario di guerra, rivedibile al ribasso. Valerio De Molli, managing partner e CEO di Ambrosetti, rispondendo al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ha twittato: “A Bergamo molte aziende sono già chiuse o perché i lavoratori si rifiutano o perché le filiere globali sono totalmente bloccate. Tutte le fabbriche auto in Europa sono in shutdown. Tutte le aziende di componentistica auto non hanno clienti. Non è una riduzione di x %, è blocco totale primo trimestre”.

Ecco, nei primi giorni dello “stare a casa“, molti non avevano capito quanto devastante fosse la crisi, in mezzo mondo, per il congelamento delle attività produttive fondamentali. Parliamo di collasso ineluttabile dell’economia mondiale, come la conosciamo. Lo schianto nel mese di marzo dei mercati azionari – a dispetto della stupida richiesta di chi le borse le vuole chiudere – ha dato per lo meno un segnale inequivocabile: qualcosa è cambiato, per sempre. I crash azionari hanno un profondo impatto sull’economia. Il punto non è capire se l’indice S&P500 scenderà sotto quota 1700 oppure no. Il punto è essere consapevoli che i pacchetti di stimolo e le iniezioni di denaro decise da governi e banche centrali non serviranno assolutamente a nulla. Perfino il voltafaccia della Bce, guidata da Christine Lagarde, con quei tardivi 750 miliardi messi in campo, apparirà come una goccia, nel ‘buco nero’ dell’economia europea che si prepara ad ingoiare tutto.

Per cominciare, c’è il crash devastante dei bond, di cui parlano solo i tecnici: il valore delle obbligazioni globali è precipitato di oltre $5 trilioni nelle ultime 2 settimane, 5000 miliardi di dollari in meno, pari al Pil del Giappone. In sostanza gli investitori istituzionali (fondi e banche) temono uno tsunami di nuovo debito mentre i governi di tutto il mondo si preparano a rilasciare massicci piani di stimolo fiscale. Quindi il prezzo dei bond, compresi i governativi come i Btp italiani, crolla. Il mercato obbligazionario in pratica già non esiste più, la liquidità è finita, arido come le sabbie del deserto. Non ci sono scambi, chi compra fa il prezzo che vuole e l’impennata degli spread, in seguito, farà ancora più paura.

Sì, sembra assurdo parlare di bond mentre vediamo colonne di autocarri dell’esercito italiano portare decine di cadaveri dalla Lombardia verso i crematori di regioni vicine, ma le due cose vanno in parallelo: immagini, appunto, da Grande Depressione.

Facciamo parlare i numeri, senza dimenticare la contabilità dei morti. Proviamo a quantificare il collasso dell’attività economica usando le stime delle grandi banche, azioniste private – ricordiamolo – delle banche centrali come Fed e Bce. JP Morgan prevede che il Pil del secondo trimestre degli Stati Uniti crollerà -14,0%. Per chi avesse dimenticato, l’economia statunitense si contrasse dell’8,4%, su base annua, nel quarto trimestre del 2008. La differenza rispetto a 12 anni fa è che il drammatico scenario che ci prepariamo (ne siamo sicuri?) a fronteggiare, chiusi in casa, stavolta non è colpa di banchieri corrotti come nel 2008. Molti milioni di persone perderanno il lavoro, in tutto il mondo, ma stavolta per colpa del Covid-19. Ovviamente un non-leader come Donald Trump (il narcisismo del potere acceca e provoca disfatte epiche) si spera sia inchiodato, alla fine, alle sue enormi responsabilità, negazionista del virus fino all’ultimo. La superpotenza da 340 milioni di cittadini, un Pil da $15 trilioni e 8500 bombe atomiche avrà molti più morti di quelli subiti esportando guerre e terrorismo.

Nel breve, con tutte le fabbriche ferme, a parte le farmaceutiche e le alimentari, i mercati potrebbero continuare a crollare, anche un bambino è in grado di prevedere utili societari a precipizio nel secondo e terzo trimestre 2020. Migliaia di piccole e medie aziende in crisi di liquidità non riapriranno più, prevede The Economist. Per cui, se non è questo il momento del famoso “helicopter money” di Milton Friedman, quando lo sarà mai? In pratica, per noi in Europa, la Bce oggi può (e lo fa) creare moneta senza limiti e senza costi, per migliaia di miliardi di euro, solo con un click sul computer, ma per comprare titoli sul mercato tramite le banche.

Invece, far girare il denaro facendolo arrivare alle tasche della gente (1500 euro a tutti potrebbe essere la cifra giusta) avrebbe un effetto immediato positivo, nel disastro economico attuale, rispetto al vecchio approccio di Mario Draghi perpetuato da Lagarde, quel QE che ha portato agli inauditi tassi sottozero. Oggi i soldi della Bce finiscono alle banche private sue azioniste. E a fondi e investitori speculativi sotto forma di riacquisto di titoli tossici o inesigibili (il crollo dei bond di cui sopra). Una valanga di soldi gratis utile a gonfiare la ricchezza finanziaria ma che non risolve nessuno, zero, dei drammatici problemi che la Grande Depressione del 2020 porterà con sé e non servirà a costruire ospedali, assumere medici, ridare fiato al sistema sanitario italiano messo in ginocchio da un decennio di tagli voluti dalla Troika, guarda caso appunto, Bce, Commissione Europea e Fmi.

Almeno il Coronavirus gli ha fatto buttare la maschera. Quindi: o Coronavirus Bond o QE per la gente, non per i soliti noti.

Memoriale Coronavirus

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, la finanza specula sulle tragedie: adesso basta coi finti buonismi

next
Articolo Successivo

Grandi opere, ancora cemento? La parola chiave è rigenerazione. Ne scrive il prof. Carlo Quintelli

next