“Lo scorso anno 37mila americani sono morti per la comune influenza. La media è tra i 27mila e i 70mila per anno. Nulla viene chiuso, la vita e l’economia vanno avanti”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minimizzare il rischio coronavirus. In un tweet l’inquilino della Casa Bianca cita l’elevato numero di vittime dell’influenza lo scorso anno negli Usa e lo paragona al numero dei casi confermati – 546 contagi, 22 morti – di Covid-19 al momento negli Stati Uniti.

Già negli scorsi giorni Trump aveva messo in dubbio che il tasso di mortalità del coronavirus sia più elevato di quello dei normali virus influenzali e che non è ancora stato sviluppato un vaccino. Il tonfo dei mercati finanziari registrato nella seduta di lunedì, a detta del presidente, è dovuto a ‘fake news’ come quella appunto della mortalità del virus e dello scontro fra Arabia Saudita e Russia che ha impedito il rinnovo dell’accordo Opec per il taglio della produzione del petrolio e quindi il mantenimento di prezzi elevati.

Diversa la reazione di altri leader mondiali, anche se non mancano le polemiche anche in Francia. “Per affrontare la Covid-19, l’unione fa la forza. Chiedo ai nostri partner europei un’azione urgente per coordinare le misure sanitarie, gli sforzi di ricerca e la nostra risposta economica. Agiamo insieme da subito”, ha detto Emmanuel Macron. Ma a Parigi c’è chi rinfaccia al presidente della Repubblica la sua serata al teatro Antoine lo scorso venerdì insieme alla moglie Brigitte.

In Spagna, invece, si registra un’accelerazione dei contagi saliti oggi a 999, quasi il doppio rispetto ai 589 di domenica, e il governo di Madrid ha riunito un incontro di emergenza per valutare l’adozione di “misure drastiche” per contenere la diffusione del virus. Mentre su El Pais si sottolinea come, nonostante l’annuncio di Pedro Sanchez, al momento il “piano choc” sotto il profilo economico non contenga alcun dettaglio.

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