L’effetto della pandemia da coronavirus sulla società e sull’economia globale sarà senza precedenti. Anche per l’industria automobilistica, che in Europa si è fermata quasi completamente a causa del crollo della domanda, della carenza di approvvigionamento e delle misure governative.

“È chiaro che questa è la peggiore crisi che abbia mai avuto un impatto sull’industria automobilistica”, ha dichiarato Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’ACEA, l’Associazione europea dei produttori di automobili, che rappresenta i 16 principali produttori di auto, furgoni, camion e autobus con sede in Europa: “Con l’arresto di tutta la produzione e l’effettiva chiusura della rete di vendita al dettaglio, sono in gioco i posti di lavoro di circa 14 milioni di europei. Chiediamo azioni forti e coordinate a livello nazionale e dell’UE per fornire un sostegno immediato alla liquidità per le case automobilistiche, i loro fornitori e rivenditori”.

L’importanza strategica di questo settore per l’economia continentale passa dai suoi numeri: 13,8 milioni di europei lavorano nel comparto automobilistico (direttamente e indirettamente), rappresentando il 6,1% di tutti i posti di lavoro nell’UE. L’11,4% dei posti di lavoro manifatturieri dell’UE – circa 3,5 milioni – è impiegato nell’automotive e i costruttori gestiscono 229 impianti di assemblaggio e produzione di veicoli, dando direttamente occupazione a 2,6 milioni di persone. “La salute di quelle persone che sono la spina dorsale della nostra industria e delle loro famiglie è fondamentale per i produttori di automobili europei”, ha affermato Huitema.

I veicoli a motore, inoltre, rappresentano 428 miliardi di euro di tasse solo nei paesi dell’UE-15. Questa industria genera un surplus commerciale di 84,4 miliardi di euro per l’UE e il suo fatturato rappresenta oltre il 7% del pil europeo. Investendo ogni anno 57,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, il settore automobilistico è anche il maggiore contributo privato all’innovazione, rappresentando il 28% della spesa totale dell’UE.

“Apprezziamo le misure politiche che sono già state annunciate, che forniranno il supporto immediato tanto necessario per dipendenti e aziende. Ma ora abbiamo anche bisogno di un dialogo urgente con il presidente della Commissione europea per fare due cose”, afferma in una nota ufficiale Huitema: “In primo luogo, adottare misure concrete per evitare danni irreversibili e fondamentali al settore con una perdita permanente di posti di lavoro, capacità, innovazione e capacità di ricerca. In secondo luogo, l’Europa dovrebbe prepararsi a stimolare la ripresa del nostro settore, che contribuirà in modo decisivo alla ripresa accelerata dell’economia europea nel suo insieme. Siamo pronti a collaborare con la Commissione europea, i governi nazionali e altre parti interessate per affrontare questa crisi in atto”.

Nella situazione in corso, sarebbe importante anche dare continuità alla produzione e alla fornitura di pezzi di ricambio, nonché garantire l’operatività delle reti di assistenza dei veicoli. Ciò, secondo ACEA, sarebbe essenziale non solo per il mantenimento della logistica vitale, ma anche per il lavoro dei servizi di emergenza come ambulanze, vigili del fuoco, forze dell’ordine, organizzazioni umanitarie e altri servizi pubblici. “Il libero flusso di medicinali, alimenti, carburanti, attrezzature e parti di approvvigionamento in tutta l’UE deve essere garantito in ogni circostanza”, sostiene Huitema.

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