Nel mondo aumentano i casi di coronavirus: sono oltre 200mila, con oltre 8mila vittime e 82.032 persone guarite. In Europa, definita da Ursula von der Leyen “l’epicentro della crisi”, ci sono più decessi che in Asia per la prima volta. Il contagio si espande, oltre all‘Italia, in Spagna, Germania, Francia e Regno Unito. Si è spinta a rievocare la Seconda guerra mondiale Angela Merkel per far capire quanto sia grave l’emergenza in Germania: “È la sfida più grande da allora”, ha detto in un discorso alla nazione, il primo attraverso i canali della tv pubblica in 14 anni, cioè da quando è cancelliera. “La Germania – ha avvertito – ha un eccellente sistema sanitario, forse uno dei migliori al mondo”, ma “anche i nostri ospedali sarebbero totalmente travolti se troppi pazienti arrivassero in un tempo troppo breve“. Anche re Felipe IV si è rivolto alla nazione: “Questo virus non vincerà. Siamo più forti come società…siamo una società in piedi di fronte a qualsiasi avversità”, ha detto agli spagnoli.

Intanto la Turchia chiude i confini con l’Europa (Grecia e Bulgaria) dalla mezzanotte e nel Regno Unito Boris Johnson cambia rotta, annunciando la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutto il Paese a partire da venerdì “fino a nuovo ordine” a causa di un’accelerazione del contagio. Restano aperte le scuole solo ai figli di chi lavora in prima linea per l’emergenza. Johnson ha anche annunciato il nuovo obiettivo di “25.000 tamponi al giorno” – contro i 10.000 indicati finora – misure a sostegno dei lavoratori e del sistema sanitario.

Guardando agli Stati Uniti, Donald Trump, scrive il New York Times, chiede al Congresso di stanziare 500 miliardi per due tranche separate da mille dollari di pagamenti diretti ai contribuenti americani il prossimo 6 aprile e il prossimo 6 maggio, ed altri 300 miliardi di dollari per aiutare le Pmi a pagare gli stipendi nell’emergenza. Il presidente Usa in un tweet ha anche annunciato di chiudere temporaneamente il confine con il Canada “al traffico non essenziale”. Negli Usa l’epidemia ha colpito tutti gli Stati, con 7.323 casi e 115 morti. Trump ha anticipato che arriveranno due navi-ospedale, a New York e sul Pacifico. Fca, General Motors e Ford hanno deciso di sospendere la produzione in Nord America a causa del coronavirus. Chiude anche il trading floor di Wall Street. Il New York Stock Exchange, il simbolo dell’America, annuncia che a partire da lunedì 23 marzo gli scambi saranno temporaneamente tutti elettronici. E’ la prima volta che il trading floor fisico del Big Board chiude anche se gli scambi continuano. Le ultime chiusure totali di Wall Street risalgono alla Seconda Guerra Mondiale e all’11 settembre.

Il discorso di Angela Merkel – La Germania sta iniziando ad avere ripercussioni anche sull’industria con Volkswagen, Daimler e Bmw che hanno annunciato lo stop alla produzione di auto in Europa per un periodo che va dalle 2 alle 4 settimane. “Lasciatevi dire questo: è una cosa seria. Prendetela anche voi seriamente – ha scandito Merkel in tv – Dalla Seconda guerra mondiale non c’è stata più nessuna sfida che richiedesse al nostro Paese un agire comune e solidale di questa portata”. Combattere il coronavirus “è un compito storico e si può affrontare soltanto insieme. La situazione è seria e fluida, il che vuol dire che non dipende soltanto ma anche da quanto ciascuno seguirà con disciplina le regole“.

In una Germania ancora libera di muoversi, dove per ora la vita pubblica è stata blindata ma non vige ancora un lockdown, la Bundeskanzlerin ha definito le limitazioni finora imposte comunque “drammatiche” e tuttavia “necessarie a salvare vite”. “Il governo verifica costantemente se si debba correggere qualcosa, ma anche se manchi qualcosa di ancora necessario”, è il passaggio con cui la cancelliera ha lasciato aperta la strada alla decisione di imporre ai tedeschi di restare a casa.

Il discorso di re Felipe – Anche re Felipe IV di Spagna ha parlato alla nazione sull’emergenza coronavirus che nel Paese ha contagiato 14.535 persone, causando 630 morti. “Questo virus non vincerà. Siamo più forti come società…siamo una società in piedi di fronte a qualsiasi avversità”, ha detto Felipe. “Non vi ringrazieremo mai abbastanza per quello che state facendo per il vostro Paese”, ha scandito rivolgendosi a medici e infermieri. Il re ha rivolto un appello alla “unità verso un unico obiettivo: superare questa grave situazione” e “vincere la guerra contro il coronavirus”. Felipe ha affermato che “ci sono momenti nella storia dei popoli che ci mettono alla prova, in modo doloroso e anche estremo. Momenti che testano i valori di una società e la capacità di uno Stato” di superarli. Re Felipe ha affermato che quella che stiamo vivendo è “una parentesi nelle nostre vite e torneremo alla normalità”.

La situazione Paese per Paese:

Spagna 14.535 contagi e 630 morti. L’ex presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, è in gravi condizioni dopo essere risultato positivo al coronavirus. Secondo il quotidiano Ideal, Sanz è stato ricoverato in terapia intensiva e sta lottando contro il Covid-19. Sanz è stato il presidente del club del Santiago Bernabeu dal 1995 al 2000. Secondo i medici che lavorano in terapia intensiva se non sarà seguito il piano di emergenza si rischiano fino a 86.000 decessi. Il picco dei contagi in Spagna, secondo i medici interpellati da El Mundo, dovrebbe essere raggiunto alla settima settimana (nel Paese sono ancora alla seconda settimana dall’inizio della pandemia) con 6.673 ricoveri in un solo giorno. Le autorità spagnole hanno annunciato a partire dal 24 marzo la chiusura di tutti gli alberghi del Paese.

Francia – Sono 9.134 i casi di coronavirus negli Francia, 264 i morti. Decretato oggi in consiglio dei ministri lo “Stato d’urgenza sanitario” che consente, tra l’altro, di “requisire tutti i beni e servizi necessari” per contrastare il coronavirus: è quanto annunciato dal premier, Edouard Philippe. In caso di mancato rispetto delle requisizioni si rischiano condanne fino a 6 mesi di carcere e una multa di 10.000 euro.

Germania – 10.082 casi, 27 morti. La cancelliera tedesca Angela Merkel oggi ha presieduto un consiglio dei ministri dedicato alle nuove misure da adottare per fare fronte all’emergenza, al rimpatrio di decine di migliaia di turisti tedeschi rimasti bloccati all’estero e alla circolazione delle merci oltre i confini. Durante la riunione, i ministri hanno mantenuto una distanza di sicurezza fra loro. L’amministrazione di Berlino fa sapere di essere al lavoro per realizzare un nuovo ospedale speciale, da 1000 pazienti, negli spazi della sua fiera, come annunciato dalla senatrice con delega alla Salute dell’amministrazione locale, Dilek Kalayci. Si tratta di una parte del piano di ampliamento del sistema sanitario tedesco, che intende raddoppiare il numero di posti letto di terapia intensiva (al momento 28.000).

Regno Unito – 2.626 casi positivi, 104 decessi. Il premier Boris Johnson inverte la rotta e, davanti a una Camera dei Comuni semivuota, annuncia il nuovo obiettivo di “25.000 tamponi al giorno” – contro i 10.000 indicati finora – con “uno sforzo massiccio” su questo fronte, come su quello per una produzione extra di “ventilatori” ed “equipaggiamento” di emergenza per gli ospedali. Il premier britannico ha garantito che il governo è al lavoro su “ulteriori misure” a tutela dei lavoratori britannici “di ogni tipo” costretti a restare a casa dal coronavirus, e ha ribadito che i Tory intendono stanziare “tutto ciò che serve” (whatever it takes) per i lavoratori e il sistema sanitario, a fronte di un’emergenza che costringe a restrizioni “senza precedenti in tempo di pace”. Il leader del Labour, Jeremy Corbyn, lo aveva in precedenza sollecitato a un aumento “su scala industriale” dei test, “come raccomandato dall’Oms” e su tutti i medici e gli infermieri del Regno. Non senza evidenziare le proteste emerse in queste categorie e definendo “meglio di nulla, ma ancora largamente insufficiente” il totale di tamponi realizzati finora nel Paese (oltre 50.000). Il dibattito, non privo di qualche contestazione, ma in tono di riconoscimento reciproco della volontà di cooperare di fronte a una crisi nazionale, ha visto presenti solo una rappresentanza del governo e del governo ombra e poche decine di deputati delle retrovie, sulla scia di un’indicazione concordata dallo stesso esecutivo con gli altri partiti e con lo speaker della Camera a scopo precauzionale. L’indicazione, accolta dai parlamentari, invitava “rispettosamente gli onorevoli membri” a non essere in aula, per non affollarla, se non prenotati per fare domande al premier. Una cautela elogiata fra gli altri dal deputato Tory Michael Fabricant che in tweet ha definito Westminster un “grande hotspot di contagio da covid-19“. Intanto la sterlina affonda sui mercati e vede i minimi da oltre 30 anni nel cross con il dollaro, in un mercato che non crede nella risposta del governo di Londra all’impatto del coronavirus.

Portogallo – Il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa ha dichiarato lo stato di emergenza nel Paese. Il provvedimento dovrà essere approvato dal Parlamento. Nel Paese sono stati confermati 642 casi di contagio e due decessi, con un aumento di 194 casi rispetto a lunedì. Una delle due vittime è il presidente del consiglio di amministrazione di Santander, António Vieira Monteiro, ricoverato dopo essere tornato da una vacanza in Italia.

Usa Il sindaco di New York Bill de Blasio ha detto che nelle prossime ore si raggiungeranno solo in città i mille casi. La pandemia si è estesa all’intero territorio statunitense martedì, quando il governatore del West Virginia – Jim Justice – ha annunciato il primo caso di contagio nel suo Stato, fino a ieri l’unico ancora immune dal contagio. L’amministrazione Trump ha annunciato misure economiche straordinarie, con il Tesoro che si dice pronto a dare un contributo diretto in denaro ai cittadini americani, ma si fanno sempre più forti i timori che il sistema, anzitutto quello sanitario, non riesca a reggere. In questo clima si sono svolte le primarie dei democratici in Florida, Arizona e Illinois che hanno – di fatto – decretato Joe Biden come sfidante del tycoon nella corsa alla Casa Bianca di novembre. Nella conferenza stampa alla Casa Bianca sull’emergenza, Donald Trump si è paragonato ad un presidente “in tempo di guerra”. “Stiamo combattendo contro un nemico invisibile e vinceremo”, ha detto, dopo aver evocato la possibilità di ricorrere ad una legge dei tempi di guerra con la Corea come il Defence production act. E si è detto convinto che la Cina avrebbe potuto avvisare del coronavirus “molto prima”. Il Senato americano ha approvato un primo pacchetto di aiuti da 100 miliardi per i lavoratori colpiti dalla crisi. Il disegno di legge, già approvato la Camera, prevede test gratuiti per verificare l’eventuale contagio, aumenta la disponibilità di ferie e aumenta l’indennità di disoccupazione. Previsto anche un sopporto aggiuntivo per programmi alimentari. Per rendere effettiva la legge è ora necessaria la firma del presidente Trump.

Cina – La Cina ha avuto ieri 13 nuovi casi di coronavirus: uno solo a Wuhan (per il secondo giorno di fila) e 12 importati, di cui cinque nel Guangdong, tre a Pechino e a Shanghai e uno nel Sichuan. I contagi di ritorno sono saliti a 155, si legge nel bollettino della Commissione sanitaria nazionale, secondo cui gli 11 morti aggiuntivi sono tutti nell’Hubei. I casi totali confermati si sono portati a 80.894 alla fine di martedì, di cui 8.056 pazienti ancora sotto trattamento, 3.237 morti e 69.601 dimessi dagli ospedali. Il tasso di guarigione è salito all’86%. Cresce così il timore per l’aumento dei casi importati: il Global Times sottolinea come dei 155 accertati, 47 siano legati all’Iran e 41 all’Italia. Seguono, stando al quotidiano, la Spagna (21 casi), il Regno Unito (12) e gli Stati Uniti (7). In totale dall’inizio dell’emergenza i dati cinesi parlano di 3.237 morti e 80.894 casi positivi.

Brasile – “L’Italia è una città… un Paese pieno di vecchietti, in ogni palazzo ce ne sono almeno una coppia, come a Copacabana, per questo motivo ci sono tanti morti”, ha detto il presidente Jair Bolsonaro, parlando a Brasilia con i giornalisti che lo incalzavano sulla diffusione del coronavirus e sulle misure di contrasto messe in atto dal governo. Intanto Bolsonaro si è sottoposto al secondo test risultando ancora una volta negativo. Il primo tampone era stato realizzato venerdì scorso al suo rientro da un viaggio in Florida, dove aveva incontrato il suo omologo americano, Donald Trump. Della delegazione che aveva accompagnato Bolsonaro negli Usa, tredici membri – tra cui il suo segretario alla Comunicazione, Fabio Wajngarten – sono nel frattempo risultati positivi. Nel Paese sudamericano è stata confermata la seconda morte per il nuovo coronavirus: si tratta di un uomo di 69 anni, di Rio de Janeiro, con pregresse condizioni di salute che lo collocavano nel gruppo più a rischio. In questo caso, il contagio sarebbe arrivato dal figliastro della vittima, rientrato da New York con una diagnosi positiva per il Covid-19. Il governo chiederà al Congresso di Brasilia di riconoscere lo “stato di calamità pubblica”: se questo verrà riconosciuto, l’Unione non dovrà raggiungere l’obiettivo di bilancio fissato per il 2020. Sono 1.375 i detenuti evasi da quattro unità carcerarie nello Stato di San Paolo durante le rivolte di lunedì scorso contro una decisione giudiziaria di sospendere l’uscita temporanea di oltre 34.000 di loro per evitare il rischio di contagio con il coronavirus. Di questi, oltre 600 sono nel frattempo stati ricatturati dalla polizia militare. Una quinta prigione ha avuto un inizio di ribellione, ma nessuna evasione.

Africa – 443 i casi di coronavirus.

Medio Oriente – Sei paesi arabi hanno registrato, ieri sera, un nuovo aumento delle infezioni e, conseguentemente, hanno annunciato nuove misure. In Giordania, dove fino a ieri sono stati registrati 40 casi di contagio, uno dei quali guarito, il re Abdullah II ha approvato una legge che conferisce al governo ampi poteri per imporre uno stato di emergenza per aiutarlo a combattere la diffusione del virus. In Marocco, il re Mohamed VI ha ordinato all’esercito di allestire ospedali da campo militari per combattere il virus, mentre la Tunisia è pronta a dichiarare il coprifuoco. In Qatar, l’emittente televisiva “Al Jazeera” riferisce che il Comitato supremo per la gestione delle crisi ha annunciato in una conferenza stampa di aver chiuso per 14 giorni la zona industriale di Doha per limitare la diffusione del virus e ha anche annunciato la chiusura di tutti i negozi, ad eccezione di quelli che vendono cibo e medicine.

Israele – 427 contagi. 15 pazienti sono in condizioni mediamente gravi o gravi, e il numero delle infezioni sta crescendo in maniera esponenziale. Le autorità hanno deciso misure rigide per arginare la diffusione della malattia, avvertendo che si rischiano migliaia di morti se le persone non rispettano le regole. Il governo israeliano ha chiesto che la maggior parte della popolazione lavori da casa, che le persone mantengano distanza tra loro e non escano dalle proprie abitazioni se non per motivi essenziali, come comprare farmaci o cibo. Il ministero della Difesa ha trasformato le strutture alberghiere, vuote per il calo del turismo, in centri per malati di Covid-19. Ha anche chiesto al servizio di sicurezza Shin Bet di applicare la sorveglianza telefonica, passo che ha scatenato le proteste di parlamentari e gruppi per i diritti civili.
Turchia – 98 contagi, una vittima. La Turchia chiuderà da stasera i suoi confini con la Grecia e la Bulgaria per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il ministero degli Interni di Ankara. “I valichi di frontiera di terra e ferroviari saranno chiusi dalle 21 Gmt di oggi”, le 22 in Italia, come da circolare diramata dal ministero degli Interni di Ankara.
Giappone – Il Giappone non ha ancora raggiunto il picco dei contagi di coronavirus, con diverse regioni dell’arcipelago che mostrano tutt’ora segnali contrastanti sulla diffusione della pandemia. Lo evidenzia una indagine dell’agenzia Kyodo, che cita le dinamiche in corso in Hokkaido, la prefettura a nord del Paese, dove è stato decretato lo stato di emergenza a fine febbraio a seguito dei 128 casi di infezioni registrate, e la situazione nella prefettura di Aichi, nel Giappone centrale, con il secondo numero di contagi creati in maggior misura da un ‘cluster’, un raggruppamento di persone infette, in un centro di assistenza per anziani. L’incremento giornaliero dei contagi si è assestato ad una media di 20-30 persone al giorno tra fine febbraio e inizio marzo, lasciando presumere che il picco dell’epidemia debba ancora manifestarsi. Mentre il numero delle infezioni mostra una tendenza in ribasso dal 10 marzo, spiega l’indagine della Kyodo, è probabile che si presenti un aumento nella seconda parte di marzo perchè molti casi non sono stati ancora identificati dalle autorità sanitarie. Condizioni simili anche a Tokyo, con il verificarsi di nuovi 12 casi ieri, il maggior progresso giornaliero, portando il totale dei casi nella capitale a 102. Lo studio rivela inoltre che nel corso delle ultime settimane più di 20 persone provenienti dall’estero sono risultate positive al coronavirus, motivo per cui oggi il premier giapponese Shinzo Abe ha annunciato il divieto di ingresso per chi proviene dall’Italia, precisando che la misura riguarda anche chi arriva Islanda, Svizzera e da alcune parti della Spagna. Quarantena di 14 giorni, invece, per chi arriva da altri 38 Paesi, quelli europei oltre a Iran ed Egitto.
Filippine – Il governo di Manila ha dichiarato uno ‘stato di calamità’ di sei mesi per far fronte all’epidemia di coronavirus, che finora ha provocato 14 morti nel Paese: la misura segue l’annuncio, il 9 marzo scorso, dello stato di emergenza sanitaria pubblica a livello nazionale. Secondo quanto riporta l’agenzia stampa filippina Pna, il nuovo status permetterà al governo centrale ed ai governi regionali di attingere ad un fondo di emergenza per combattere il virus. Inoltre, in questo modo il governo potrà arruolare tutte le forze del Paese – incluso l’Esercito – laddove fosse “necessario”. I casi accertati di contagio nel Paese sono finora 187. Giovedì scorso il presidente Rodrigo Duterte ha deciso di chiudere la capitale Manila per impedire la diffusione del virus. In un discorso in tv alla nazione ha anche annunciato che gli stranieri provenienti dalle zone in cui si è diffuso il virus non potranno entrare.
Romania – Lo stato di emergenza ha una durata di 30 giorni e le misure vanno prese molto rapidamente: lo ha detto il presidente della Romania, Klaus Iohannis, in una videoconferenza con il primo ministro Ludovic Orban e i ministri responsabili della gestione dell’epidemia, ai quali ha sollecitato di specificare l’impatto delle misure intraprese sulla popolazione, sia per quanto riguarda una valutazione a breve termine che per 30 giorni. Il decreto del presidente Iohannis sullo stato di emergenza ha già ricevuto il parere positivo delle commissioni parlamentari e sarà votato domani in parlamento a Bucarest. Secondo i dati ufficiali, sono 217 le persone contagiate in Romania, di cui 19 guarite. Circa 3.300 persone sono in quarantena istituzionalizzata e più di 16.600 in isolamento domiciliare sotto sorveglianza medica. Intanto, sono state aperte decine di pratiche penali per il reato di procurata epidemia.
Kosovo – In Kosovo il presidente Hashim Thaci ha firmato oggi il decreto sull’imposizione nel Paese dello stato di emergenza a causa della diffusione del coronavirus. La decisione, riferiscono i media serbi, è stata presa in opposizione al governo, contrario a una tale misura. Per entrare in vigore, il decreto sullo stato di emergenza dovrà essere approvato dai due terzi dei deputati del Parlamento. In Kosovo si sono registrati finora 19 contagi da Covid-19.
Montenegro – In Montenegro, che finora era l’unico Paese dei Balcani non toccato dall’epidemia di coronavirus, si sono registrati i primi due casi di contagio. Ne ha dato notizia il premier Dusko Markovic, come riferito dai media serbi. Secondo le autorità sanitarie, 340 persone sono sotto osservazione, la gran parte nella capitale Podgoric
Pakistan – Continua a salire il numero dei contagi da coronavirus nel Paese: oggi sono stati annunciati 50 nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale di 245, stando a quanto reso noto da un portavoce del ministero della Salute di Islamabad. Il premier Imran Khan ha chiesto alla popolazione di prepararsi a far fronte ad un’ulteriore diffusione del virus: “Voglio dirvi che i contagi si espanderanno ulteriormente nel paese”, ha detto rivolto ai connazionali in un intervento televisivo trasmesso ieri sera. Il premier ha chiesto inoltre ai cittadini di non lasciarsi prendere dal panico: “Insieme – ha dichiarato – vinceremo questa guerra contro il virus”. La maggior parte dei casi è concentrata a Tartan, città di confine dove centinaia di persone sono state messe in quarantena dopo essere rientrate dall’Iran.
Venezuela – Il Fondo monetario internazionale ha annunciato che non intende valutare la richiesta di aiuti per 5 miliardi di dollari presentata ieri dal presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, per affrontare l’epidemia di coronavirus, motivando la decisione con la “mancanza di chiarezza” sulla legittimità del governo di Caracas. Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza aveva annunciato su Twitter che Maduro aveva richiesto gli aiuti “per rafforzare le capacità di risposta del nostro sistema sanitario nel contenimento di Covid-19”. “Sfortunatamente, il fondo non è in grado di prendere in considerazione questa richiesta”, ha detto un portavoce del Fmi. “L’impegno del FMI nei confronti degli Stati membri si basa sul riconoscimento del governo ufficiale da parte della comunità internazionale e al momento non c’è chiarezza” su questo punto per quanto riguarda il governo Maduro. Negli ultimi anni Maduro aveva accusato il Fmi e altre istituzioni internazionali, compresa la Banca mondiale, di essere un agente al servizio di Washington in una “guerra economica “contro Caracas. Maduro ha annunciato nei giorni scorsi misure di controllo per affrontare l’epidemia di coronavirus, tra cui una “quarantena sociale” e la sospensione dei voli verso l’Europa, la Colombia, la Repubblica Dominicana e Panama. L’esecutivo ha anche sospeso le lezioni a tutti i livelli educativi. L’ultimo bilancio fissa a 36 il bilancio provvisorio di contagiati nel paese sudamericano.
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