La nuova parola d’ordine per le detrazioni fiscali è tracciabilità. In base alla Legge di bilancio 2020, infatti, le spese detraibili potranno essere scaricate dalla dichiarazione dei redditi solo se pagate con carte di credito o di debito, assegni e bonifici. E, dopo un lungo tira e molla fra politica e Caf, è saltato dal decreto Milleproroghe l’emendamento che puntava a far slittare l’obbligo ad aprile. Stop quindi ai pagamenti in contanti, con poche eccezioni. In aggiunta, la manovra prevede un taglio agli sconti fiscali per i redditi elevati. A partire da 120mila euro lordi, la quota detraibile inizierà a scendere fino a scomparire per i redditi superiori a 240mila euro.

Esattamente come accade per ecobonus, sismabonus, bonus mobili e ristrutturazioni (spazi esterni inclusi), il contribuente potrà detrarre anche le spese d’istruzione, per le attività sportive dei figli, per salute, sport, colf e badanti. A patto però che i pagamenti siano tracciati. Lo stesso vale per le visite da specialisti privati. Per l’assistenza familiare si tratta di una grande novità che riguarderà 128mila contribuenti che hanno goduto nel 2018 di detrazioni pari al 19% con una detrazione d’imposta da circa 1.800 euro per contribuente. Si potranno ancora pagare in contanti alcune spese mediche come farmaci, visite in strutture pubbliche o convenzionate, esami in ospedale.

Quanto ai bonus per la casa, resta la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica per gli edifici (inclusi i condomini), ma scende dal 65 al 50 per cento. Confermati anche il sismabonus fino al 2021, le agevolazioni su mobili ed elettrodomestici (fino al 50% entro i 10mila euro se all’interno di ristrutturazione), i vantaggi su ristrutturazioni (50% di detrazione in dieci anni) e il bonus verde (detrazione al 36%). Da quest’anno parte poi anche il bonus facciate (fino al 90% di detrazioni) destinato al ripristino del decoro architettonico. I dettagli per quest’ultima agevolazione sono stati appena diffusi dall’Agenzia delle Entrate che ha specificato come tra i lavori agevolabili rientrano il rinnovo e consolidamento della facciata esterna dell’edificio, inclusa la mera tinteggiatura o pulitura della superficie. Anche nel caso in cui riguardino balconi o fregi esterni. Il nuovo bonus potrà essere utilizzato sia da persone fisiche che enti e società. Il vantaggio fiscale spetta nella misura del 90% rispetto alla spesa sostenuta ed effettivamente rimasta a carico. Le spese che si potranno imputare al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 sono quelle realizzate nello stesso anno, indipendentemente da quando sono stati avviati i lavori. La detrazione sarà suddivisa in dieci quote annuali di pari importo e spetterà al contribuente fino a concorrenza dell’imposta lorda.

Novità in arrivo per le famiglie con il maxifondo in cui confluiranno le risorse di bonus asilo, nascita e bebè. Il governo giallorosso ha infatti deciso di far partire l’assegno unico che potrebbe entrare in vigore dal 2021. Intanto, il Fondo famiglia finanzierà il bonus bebé, che diventa universale e quello nido (entrambi su base Isee), oltre al bonus latte (400 euro) fino al sesto mese di vita del neonato. Per il bonus asili nido, il governo ha previsto uno stanziamento da due miliardi su tre anni. Infine viene confermato il bonus mamma domani con 800 euro per le donne in gravidanza.

Infine, assieme alla tracciabilità, il maggior cambiamento del 2020 sarà sulla compensazione dei crediti fiscali. Con l’obiettivo di arginare le compensazioni indebite, il governo ha deciso che se il contribuente, anche non titolare di partita Iva, dovrà presentare una dichiarazione e, dopo almeno dieci giorni dall’invio della documentazione, utilizzare i canali telematici per le compensazioni. La novità riguarderà solo i contribuenti con compensazioni superiori a 5mila euro. E’ sostanziale però porre particolare attenzione ai crediti indicati perché c’è un rischio di sanzione qualora i dati fossero anche solo in parte inutilizzabili. L’ammenda verrà stabilita dall’Agenzia delle Entrate, insieme alla comunicazione di compensazione non dovuta e sarà pari al 5% dell’importo per cifre al di sotto dei 5mila euro. Per le somme superiori la multa sarà di 250 euro, mentre nel caso di delega non eseguita l’ammenda sarà di mille euro.

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