“Tutti i nuovi modelli Maserati saranno sviluppati, ingegnerizzati e prodotti al 100% in Italia e adotteranno sistemi a propulsione elettrica, ibridi e a batteria”. Inizia con queste parole l’ultimo comunicato stampa della marca del Tridente, fiore all’occhiello di FCA e del futuro colosso dell’auto che risulterà dalla fusione degli italoamericani con i francesi di PSA.

Parole che sanno di rassicurante conferma più che di inaspettata novità: già da mesi, infatti, era chiaro come la direzione che intraprenderà il marchio sarà quella dell’elettrifacazione della propria gamma. Indispensabile per lottare ad armi pari con la diretta concorrenza di Porsche – che possiede già la Taycan, berlina a batteria a cui presto si aggiungerà un suv a zero emissioni – e rispettare le consegne dell’Europa in tema di emissioni inquinanti.

Sicché in Maserati hanno iniziato la sperimentazione dei nuovi sistemi di propulsione “full electric” e si preparano a lanciare sul mercato il primo modello ibrido nella storia della marca, la Ghibli. Mentre nel corso del 2021, inizierà la produzione delle nuove generazioni di GranTurismo e GranCabrio, che saranno le prime vetture del Tridente ad adottare il motore 100% elettrico: verranno assemblate a Mirafiori, dove sono stati investiti 800 milioni di euro, affinché l’impianto sforni gran parte alla produzione delle nuove vetture elettrificate by Maserati.

A Modena, invece, sarà destinata la produzione della nuova supersportiva che verrà presentata nel corso dell’anno: pertanto, nell’impianto emiliano “sono in corso importanti aggiornamenti sulla linea di produzione volti ad ospitare anche la versione elettrica della super sportiva”, afferma Maserati, spiegando come parallelamente sia “già iniziata la costruzione di una linea di verniciatura, del tutto nuova per l’impianto”. Non solo: sempre a Modena ha sede l’Innovation Lab, il cuore pulsante della ricerca tecnologica, dello sviluppo e della progettazione della marca.

Più a sud, a Cassino (Frosinone, Lazio), verrà costruita la vera gallina dalle uova d’oro della marca, cioè il suv di medie dimensioni, destinato a essere il rivale numero uno della Porsche Macan: anche in questo caso servirà un investimento di circa 800 milioni di euro per la realizzazione della nuova linea di produzione, che prenderà il via alla fine del primo trimestre del 2020, con le prime auto pre-serie previste entro il 2021.

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