Duro attacco sferrato da Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, contro il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della trasmissione Tagadà, su La7.
Rosato risponde alle parole di Conte in merito allo scontro interno alla maggioranza sulla giustizia (“I ricatti qui non sono accettati da nessuno”): “Noi non solo non stiamo ricattando Conte, ma stiamo subendo il suo ricatto. Stiamo subendo il ricatto di un presidente del Consiglio che, invece di assolvere al suo ruolo cercando di cucire al’interno della maggioranza, pretende di dettare le regole con una presunzione che io francamente non mi aspettavo di trovare. Dice che sarà necessario un chiarimento? Noi siamo sempre disponibili. Non credo che si sarà una reazione di Renzi alle dichiarazioni di Conte“.

E aggiunge: “Abbiamo chiesto chiarimenti più volte. La nostra tensione con il governo è tutta dettata dall’agenda di governo e non dal carattere più o meno simpatico di Conte. Ma un presidente del Consiglio può mai rispondere, in un momento di crisi, sul fatto che c’è stato qualcuno che ha fatto una battuta? A me sembra paradossale”. Il riferimento di Rosato è al monito espresso da Conte nei confronti di Renzi, che, in un suo attacco al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ha ironizzato sulla sua esperienza giovanile di dj.


Sulla situazione di stallo dell’esecutivo, Rosato spiega: “E’ un momento di crisi, non quella con la C maiuscola: una crisetta. La verità è che l’idea del Pd è quella per cui noi di Italia Viva dobbiamo andarcene. Ci stanno spingendo. Noi non ci stiamo a fare un lodo incostituzionale per vendere una bandierina che serve a Bonafede. Lo dico con chiarezza: non mi piace l’ipocrisia del presidente Conte, che vuole strumentalmente attribuire a noi responsabilità che lui personalmente sa di avere. In questa vicenda le più grandi responsabilità sono in testa al presidente del Consiglio”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tasse, Gualtieri su La7: “Per riforma Irpef non faremo cassa dall’Iva. Vogliamo ridurre la pressione fiscale”

next
Articolo Successivo

Patrick George Zaki, è compito dell’Italia chiedere che sia liberato e possa proseguire i suoi studi qui

next