Il fenomeno sta mettendo a rischio la sicurezza alimentare dell’intera regione, tanto che la scorsa settimana il ministero dell’Agricoltura in Somalia ha dichiarato lo stato di emergenza. E ora è arrivato anche nel nord della Tanzania e nel nord-est dell’Uganda, dove sono stati avvistati sciami di locuste, forse provenienti dal Kenya. La commissaria tanzaniana regionale del Kilimangiaro, Anna Mgwira, ha confermato alla Bbc l’avvistamento di sciami nei villaggi dell’area di Moshi e ha detto che la risposta si concentrerà sulle aree nei pressi della zona di Taveta, al confine con il Kenya, aggiungendo che il governo annuncerà presto come intende combattere il fenomeno.

In Uganda, come riferisce ancora Bbc, c’è stata una riunione di emergenza presieduta dal primo ministro Ruhakana Rugunda dopo che le locuste sono state avvistate in almeno due distretti a nord-est del Paese. Ci si aspettava che gli sciami già presenti nel Corno d’Africa raggiungessero l’Uganda e il governo aveva annunciato un piano per combattere l’invasione delle locuste. Tale piano prevede l’irrorazione aerea di pesticidi, nonché quella su quattro ruote tramite trattori e autocarri. Verranno inoltre utilizzate centinaia di pompe manuali a spruzzo e saranno schierati 2mila soldati dell’esercito addestrati a spruzzare pesticidi.

Il governo ha poi affermato che sono in atto sforzi per stabilire accordi di irrorazione transfrontaliera tra l’Uganda e il Kenya. L’Uganda, infatti, non ha gli aerei per combattere le locuste e ne sta negoziando il prestito con il Kenya, che tuttavia ne ha solo un piccolo numero ed è a sua volta impegnato nella lotta contro l’invasione dei parassiti.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, il dibattito imperversa anche in Italia. Ma non tiene conto dei rapporti tra Cina e Africa

next
Articolo Successivo

Austria, chiesto il processo per medico 57enne: è accusato di abusi sessuali su 109 ragazzi

next