Ascolti da record per Sanremo 2020, Amadeus porta a casa un vero e proprio boom di ascolti: la prima serata è stata vista da 10.058.000 telespettatori con il 52,2% di share. La prima parte (dalle 21.35 alle 24) ha ottenuto 12.841.000 con il 51,24%, la seconda parte (dalle 24.05 all’1.27) 5.698.000 con il 56,22% di share. Miglior risultato in share dal 2005, alla conduzione c’era Paolo Bonolis. “52.2% Minchiaaaaaaaa“, ha commentato Fiorello entusiasta dal suo account Twitter.

La prima puntata di Sanremo 2019, il secondo targato Baglioni, in onda martedì 5 febbraio, aveva ottenuto in media 10.086.000 telespettatori con il 49,5% di share. Per essere precisi, la prima parte (dalle 21.16 alle 23.56) aveva ottenuto 12.282.000 con il 49,4% e la seconda parte (dalle 00.01 all’1.14) aveva conquistato 5.120.000 con il 50,1%.

Dal punto di vista televisivo verrebbe da dire buona la prima, anche se la prima da tradizione sanremese non è mai la migliore. Tensioni ed emozioni non fanno mollare il freno e il meglio arriva dalla seconda serata in poi. Amadues, invece, si mostra subito in partita. Sciolto, autoironico, divertito, capace di tenere il ritmo e le redini su un palco difficile. È semplicemente un professionista potrebbe sottolineare qualcuno ma considerando le polemiche e il clima di sabotaggio delle scorse settimane la sua calma non può non far notizia.

Il suo è un Festival molto ampio, punta al “medio” per parlare a tutti, una spinta sull’attualità, l’occhio al passato, la voglia di fare un passo avanti. Fiorello scalda il pubblico in 5 minuti di orologio, prova semplice forse per il mattatore ma che segna la differenza, ancora una volta, tra lui e tutti gli altri. Si veste da Don Matteo, scherza sull’intero arco costituzionale e prende in giro l’amico di sempre. Chi temeva la sua invasione di campo per ora rimarrà deluso, c’è stato ma senza strafare. E il feeling tra i due potrebbe essere il vero valore aggiunto di questa edizione 2020.

Sul fronte femminile, i dubbi della vigilia restano confermati: al netto di ogni valutazione sul ruolo femminile, la presenza per una sola sera rischia l’effetto “usa e getta” non concedendo una loro evoluzione. Diletta Leotta è bellissima, una bellezza che però le è solo in parte capitata, in maniera velenosa sui social ricordano il suo ricordo alla chirurgia estetica. Scivola su un monologo da dimenticare, la sua presenza sul palco dall’Ariston non fa certo gridare allo scandalo ma la conduttrice di Dazn lascia sempre la sensazione di aver ingoiato il copione e di aver iniziato a recitarlo.

La Jebreal, che pure parte sottotono, fa esclamare senza troppi dubbi: tanto rumore per nulla. Il suo monologo è forte, intenso, un po’ retorico ma lei si commuove e il messaggio passa forte e chiaro. Il Festival ampio, dicevamo, orgogliosamente nazionalpopolare si arricchisce della quota pop Tiziano Ferro. È bravo e aggiunge al racconto, emozionato e poco parlante ma la sua presenza è destinata a crescere in potenza. La prima serata è sempre una prova generale, via il freno e si divertono tutti. Al Bano e Romina rassicurano il pubblico over ma soprattutto assicurano il karaoke collettivo, meno godibile, come immaginabile, la promozione del film di Muccino, unico modo per assicurarsi sul palco un cast forte. Buona la prima, ma occhio a scaletta e orari. Al debutto i saluti sono arrivati all’1.27 minuti. Preparate i thermos di caffè per le altre quattro serate.

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