Nel processo di controllo (e autocontrollo) dei propri investimenti visto nelle ultime settimane (qui e qui) occorre analizzare l’ultimo passaggio fondamentale per il risparmiatore alle prime armi: inserire il pilota automatico.

Che i mercati non possano solo salire lo sappiamo tutti. Così come tutti, nei momenti peggiori, ci diciamo: “Nelle discese più profonde si colgono le migliori opportunità”. Peccato però che quando poi ci si trova a tu per tu con un calo del 50%, le teorie crollano e le emozioni (negative) dominano.

La verità, infatti, è che appena i mercati iniziano a scendere riaffiorano i comportamenti irrazionali, e con questi la voglia di entrare e uscire dai mercati, anticipare i crolli, investire nei minimi per uscire sui massimi: comportamenti che nel 99,99% dei casi non riescono mai a produrre l’effetto desiderato.

I mercati (azionari, obbligazionari o di qualunque altro tipo) semplicisticamente non sono che la somma di tutte le scelte di acquisto e di vendita di tutti i partecipanti ai mercati stessi. Le scelte formano i prezzi dei singoli prodotti finanziari e determinano i rialzi e i ribassi di un determinato mercato.

Può essere interessante osservare come negli ultimi undici anni, a partire dalla pesantissima crisi del 2008, l’indice della paura, il cosiddetto “Vix” (Volatility Index), utilizzato dalla maggioranza degli analisti per “prevedere” l’imminente crollo dei mercati, abbia dato a più riprese una serie di falsi segnali spiazzando completamente chi, più furbo degli altri, aveva pensato di uscire dal mercato per poi rientrarci a prezzi più convenienti.

Bene, in quest’ultimo decennio i “furbetti del mercatino” sono più volte rimasti a bocca asciutta, proprio perché, a dispetto delle previsioni, il mercato ha continuato a salire senza soluzione di continuità! Cosa voglio dire? Il singolo investitore, in pratica, può essere paragonato alla classica goccia in un oceano formato da tantissime goccioline che oscillano, scivolano le une sulle altre, creano onde, si mischiano e fluttuano, ma in cui nessuna può condizionare il movimento complessivo del mare. Tutte ne fanno parte, ma nessuna può avere la forza di andare controcorrente: può solo accettare l’evoluzione delle onde.

Per questo per investire bene, attenuando i rischi, bisogna innanzitutto maturare buone abitudini finanziarie, quelle più volte suggerite in questa rubrica, inserire il pilota automatico (magari aiutati da un fedele e professionale consulente-copilota) e lasciarsi trasportare dall’onda della propria consapevolezza (finanziaria). Quella consapevolezza che è stata sempre il vero e unico motivo per cui scrivo. Questo blog raggiunge oggi il traguardo dei 100 contributi e, in tutto questo tempo, non vi ho mai parlato di marche di prodotti, né consigliato uno specifico strumento o magnificato una determinata griffe. Perché non era e non è l’obiettivo di questo blog, che tenta solo di farvi maturare più consapevolezza e sicurezza quando entrate in un negozio e il commesso vi accoglie con la classica frase: “Prego, di cosa ha bisogno? Posso esserle d’aiuto?”.

Ma come già sapete, nei “negozi finanziari” i prodotti non si acquistano, si vendono! I commessi-consulenti vi accolgono con la frase: “Ho questo prodotto per lei, lo deve acquistare”, senza nemmeno chiedervi se soddisfa i vostri bisogni. Ecco spero, mi auguro che in queste 100 riflessioni abbiate avuto quasi tutti gli elementi per acquistare un prodotto e schivare certe pressioni. Un po’ come avviene quando entrate in un negozio per acquistare una cravatta avendo già bene in mente che:

1. dovete abbinarla a un abito formale scuro e scarpe classiche nere;
2. dovete indossarla per una cerimonia in un ambiente molto chic;
3. dovete indossarla in piena estate.

Consapevoli di tutto questo, non credo che riuscireste a farvi convincere dal commesso-venditore ad acquistare una cravatta di lana a motivi floreali di colori sgargianti.

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