Stefano Bonaccini ha chiuso la campagna elettorale a Forlì, al PalaGalassi dove in platea sventolavano le bandiere di Pd, Italia viva, +Europa e delle liste che lo sostengono. In prima fila, tra gli altri Paola De Micheli, molto applaudita al suo arrivo, e l’ex governatore della Regione Vasco Errani. A scaldare la platea, prima del comizio del governatore, ci hanno pensato Mirko Casadei e soprattutto Alberto Bertoli, che tra un successo suo e quello del padre Pierangelo (‘A muso durò) ha intonato una versione di ‘Bella ciao che il pubblico ha cantato a squarciagola. A introdurre Bonaccini è stato il comico Gene Gnocchi, che prima aveva vestito, letteralmente, i suoi panni imitando un’intervista con la presentatrice della serata.

Dal palco Bonaccini ha parlato di Marzabotto, luogo simbolo della Resistenza partigiana, e ha poi ringraziato le Sardine per aver riempito le piazze. “E’ stata una bella campagna elettorale, con delle belle piazze. Un abbraccio alle Sardine, hanno dato una grande dimostrazione di come si fa”. In questi giorni, ha poi detto attaccando la Lega e il leader Matteo Salvini, “c’è stato chi è andato a squillare i citofoni e agitare paure: Salvini è il migliore a descrivere i problemi e il peggiore per risolverli, ma armare i cittadini è la resa dello Stato davanti ai delinquenti e non è la nostra idea di società. Cosa ha fatto Salvini per il Pilastro? Ha tolto i fondi quando era ministro, per la riqualificazione delle periferie, non ha pagato gli straordinari alle forze dell’ordine”

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