Approvata ma senza le parole “resistenza” e “antifascismo”. Il Comune di Nettuno, guidato dal sindaco di centrodestra Alessandro Coppola, ha deciso di dare il via libera alla “mozione Segre”, un documento che impegna il Comune contro il razzismo e l’antisemitismo, ricalcando la mozione proposta e voluta dalla senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz, ma modificandola. Riferimenti, quelli alla lotta partigiana e al regime di Mussolini, che nel comune laziale ha ancora la cittadinanza onoraria, fondamentali per il consigliere dell’opposizione Roberto Alicandri che durante il consiglio comunale del 17 gennaio, è intervenuto esprimendo tutto il suo dissenso.

Nel suo intervento Alicandri è scoppiato a piangere, andando a toccare il cuore del problema: “No, non lo posso accettare…le vittime di tutti i totalitarismi sono uguali, sì, ma in Italia non possiamo dimenticare cosa ha fatto il fascismo”. Il consigliere ha poi ricordato l’impegno di suo nonno, viceprefetto di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale: “Nascondeva centinaia di ebrei dentro le chiese, e quelli che non è riuscito a salvare li ha visti portare via. Come ha visto portare via gli omosessuali – ricorda commuovendosi – Come ha visto portare via i disabili, semplicemente perché erano diversi”. “Dimenticare questo vuol dire uccidere ancora una volta quelle persone, uccidere quelle famiglie che hanno visto tornare a casa magari un bambino o soltanto un padre senza un figlio. Ma come potete pensare veramente che si possa dire che i morti sono tutti uguali…non è così in questo Paese. Noi dobbiamo essere antifascisti”, continua Alicandri, annunciando il voto contrario alla mozione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili