Il gradimento del sindaco Beppe Sala al 69% e il Pd primo partito, nonostante la scissione di Matteo Renzi che in città non piace proprio. L’ultimo sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera sull’elettorato milanese fotografa una nuova crescita della “luce verde” all’operato del primo cittadino eletto nel 2016, che i cittadini di Milano vorrebbero di nuovo a Palazzo Marino per un secondo mandato invece che candidato premier.

Ma la situazione magmatica della politica nazionale è tangibile quando si parla di un voto alle Politiche: al netto del 34,9 per cento di indecisi o “non voto”, il Pd è il primo partito con il 27,4% seguito dalla Lega al 26,8 (nel 2018 prese il 17) e Fratelli d’Italia si piazza al terzo posto con il 12,9. La crescita del partito di Giorgia Meloni è tutta a discapito di Forza Italia, passata dal 15,4 al 4, e permette al centrodestra di essere la prima coalizione con oltre il 44% dei consensi grazie anche all’1,1 di Cambiamo di Giovanni Toti. Gli altri partiti? Il M5s è sotto il 10 (9,4), Europa Verde al 3,7, +Europa al 4,2, mentre Italia Viva si ferma al 2,5 dietro anche ad Azione di Carlo Calenda stimata al 3,2. Le tre forze liberaldemocratiche raccoglierebbero quindi il 9,9 per cento.

A colpire, oltre alla tenuta del centrosinistra nel suo complesso e al primato del Pd che cresce addirittura rispetto al 26,8 del 4 marzo 2018, è l’avanzata di Sala. Il sindaco continua ad aumentare il proprio gradimento in città: si passa dal 58 del 2018, al 63 dell’anno scorso, al 69 che ora gli riconosce un operato positivo. E la performance di Sala è bissata dalla sua giunta con una crescita di 6 punti percentuali nell’apprezzamento degli assessori che toccano il 72% dopo il 66 del 2019. Così alla domanda di Ipsos su una preferenza di Sala come candidato premier del centrosinistra o un Sala-bis a Palazzo Marino, il 50 per cento lo vuole di nuovo sindaco e ‘appena’ il 14 per cento lo vorrebbe lanciato verso la corsa a Palazzo Chigi.

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