Non sono bastati i quattro giorni di limitazioni del traffico con blocco dei diesel fino agli Euro 6 per far rientrare l’emergenza smog nella Capitale. Secondo i dati di Arpa, sia giovedì che venerdì 11 centraline romane su 13 hanno registrato uno sforamento dei limiti delle polveri sottili Pm10. Per gli esperti non resta che sperare in un cambio delle condizioni atmosferiche: a partire dall’inizio della prossima settimana sono attese precipitazioni e venti che potrebbero migliorare la qualità dell’aria. Intanto, tra le vie della Capitale le limitazioni al traffico oggi sono state sospese per ritornare domani, con altre misure di contenimento delle emissioni, in occasione della “domenica ecologica“.

Oltre a Roma, sotto scacco dallo smog c’è anche Torino. Nel capoluogo piemontese, le limitazioni al traffico sono scattate dopo 20 giorni consecutivi oltre i limiti ammessi di micropolveri, 50 microgrammi al metro cubo. Anche i torinesi si affidano alle condizioni meteo per risolvere una situazione che Legambiente definisce di “pura emergenza. La stessa emergenza che dura da quarant’anni. Ed è inaccettabile“. Mentre il comitato “Torino Respira” ha invitato la Procura ad aprire un fascicolo per “disastro ambientale“.

Stessa situazione in Lombardia: “Sono passati 19 giorni – spiega in una nota la sezione locale di Legambiente – da quando a Milano e nelle città della ‘bassa’ Lombardia, si è cominciato a respirare ininterrottamente aria con livelli di polveri sottili mediamente doppi rispetto a quelli che la normativa europea considera tollerabili per la salute umana”. Tanto che ieri un flash mob di ambientalisti, guidati dal consigliere comunale Carlo Monguzzi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano hanno chiesto ai commercianti di tenere chiuse le porte e al Comune di intervenire con un’ordinanza. L’alta temperatura all’ingresso dei negozi non fa altro, secondo i volontari di Legambiente, Wwf, Cittadini per l’Aria e Fridays for Future, che aumentare la concentrazione di Co2.

Nel frattempo va avanti il dibattito sull’efficacia dei provvedimenti per tamponare l’emergenza. I blocchi delle auto in caso di emergenza smog nelle città “funzionano poco – dice il direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, Cinzia Perrino – perché agiscono su una sola fonte di emissioni di polveri atmosferiche, su alcune categorie di veicoli e in determinati orari, e, di fatto diminuiscono solo una frazione del Pm10. Ma senza i blocchi la qualità dell’aria sarebbe peggiorata e le concentrazioni sarebbero salite di più”. Aggiunge Leonardo Caruso, presidente dell’Anaci di Milano (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) lanciando l’allarme relativo alla mancata sostituzione di impianti di riscaldamento obsoleti e fuori noma: “Ancora una volta, il tema del riscaldamento degli edifici trova uno spazio marginale”.

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